
Peter Jackson a Cannes: “Il Signore degli Anelli? Lo giravo fingendo di sapere cosa fare”
Leggi in app Peter Jackson a Cannes: “Il Signore degli Anelli? Lo giravo fingendo di sapere cosa fare” dalla nostra inviata Arianna Finos Peter Jackson durante la masterclass a Cannes moderata da Didier Allouch Il...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Peter Jackson a Cannes: “Il Signore degli Anelli? Lo giravo fingendo di sapere cosa fare” dalla nostra inviata Arianna Finos Peter Jackson durante la masterclass a Cannes moderata da Didier Allouch Il regista neozelandese incontra il pubblico, tra ricordi, aneddoti e nuovi progetti 13 Maggio 2026 alle 15:05 5 minuti di lettura Cannes – In una sala Debussy affollata Peter Jackson incontra il pubblico per ricordare la sua trilogia gigante e viene accolto da una lunga standing ovation. Il primo assaggio del Signore degli anelli - una delle saghe più influenti del cinema contemporaneo, che ha ridefinito l’immaginario fantasy e il blockbuster moderno - si vide proprio qui al Festival Cannes venticinque anni fa, come il regista ha ricordato ieri sera ricevendo da Elijah Wood, il suo Frodo, la Palma d’oro l’onore.
L’attore è seduto tra il pubblico della Masterclass, in sala anche la figlia di Peter, Katie. () Peter Jackson ricorda il primo incontro con Cannes e la trasformazione improvvisa la cristallizza in una immagine: “Sono partito dalla Nuova Zelanda come incisore fotografico e sono tornato come filmmaker”. Il primo arrivo sulla Croisette nel 1987 fu con Fuori di testa, presentato al mercato e fuori dal circuito principale, quando ancora girava il film nei week-end con gli amici e senza alcuna esperienza professionale.
I dettagli
“Se il film non avesse venduto sarei tornato a fare il mio vecchio lavoro”, racconta. Cannes, dice, gli apparve allora “come un pianeta alieno”, il primo vero ingresso nel mondo del cinema. Allora era inimmaginabile pensare che un giorno avrebbe vinto una Palma d’oro: “Non ho mai pensato che sarebbe potuto succedere, come non ho mai pensato di poter diventare un ballerino o un saltatore olimpico”.
E aggiunge, ironico: “Mi piace moltissimo l’idea di avere una Palma senza aver dovuto fare un film da Palma”. Jackson ha ricordato come Fuori di testa nacque guardando ossessivamente i film di Sam Raimi, George A. Romero e Re-Animator: “L’horror è il modo più naturale per un giovane regista di fare il primo film.
Quando non hai soldi, star o una vera sceneggiatura, puoi sostituire tutto con immaginazione ed eccesso”. Ha definito il proprio stile degli esordi “slapstick con sangue e gore”, una sorta di incontro tra Buster Keaton e lo splatter. Tra gli aneddoti più divertenti, il primo ingresso — anzi il mancato ingresso — al Palais: Jackson racconta di essere stato cacciato dalla sicurezza perché indossava dei pantaloncini corti mentre andava a ritirare il badge.
“Ho il primato di essere stato buttato fuori dal Palais la prima volta che ci ho messo piede”. Ha confessato di aver pensato di presentarsi alla cerimonia della Palma in smoking e pantaloncini, “ma non sono stato abbastanza coraggioso”. All’origine della sua passione cinematografica c’è King Kong, il film che da bambino gli cambiò la vita.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





