
Quattro arresti per l'attentato a Ranucci, caccia ai mandanti
Erano certi "di avere fatto la storia", di avere piazzato "la bomba là", all'esterno dalla villetta in cui il giornalista Sigfrido Ranucci vive con la famiglia a Pomezia, centro in provincia di Roma. Sono quattro,...
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Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Erano certi "di avere fatto la storia", di avere piazzato "la bomba là", all'esterno dalla villetta in cui il giornalista Sigfrido Ranucci vive con la famiglia a Pomezia, centro in provincia di Roma. Sono quattro, secondo i pm dell'antimafia della Capitale, gli autori materiali dell'attentato al conduttore di Report che la sera del 16 ottobre del 2025 semidistrusse l'auto del giornalista e causò danni all'abitazione. Il gruppo è stato tratto in arresto dai carabinieri: sono tutti campani, della provincia di Napoli e di Avellino e stando a quanto scrive il gip nell'ordinanza di oltre 100 pagine su di loro gravano "elementi gravi, precisi e concordanti" a ritenere che "abbiano preso parte all'azione criminosa e abbiano offerto, ognuno con un ruolo specifico e determinato, un contributo rilevante alla commissione dei reati", messi in atto in cambio di alcune migliaia di euro.
La svolta investigativa rappresenta solo il primo step del procedimento: ora gli inquirenti sono a caccia dei mandanti, di chi ha fornito soldi per compiere l'azione, garantendo anche i mezzi per una eventuale fuga all'estero oltre che una versione da fornire agli inquirenti - una volta arrestati - ma non "per scagionarsi ma esclusivamente ad evitare" che i mandanti "siano identificati". L'obiettivo di chi indaga è capire se l'azione sia stata commissionata da gruppi criminali locali o da soggetti finiti nelle inchieste giornalistiche di Report. "Adesso aspettiamo gli sviluppi - commenta Ranucci -.
I dettagli
Ho voluto ringraziare personalmente il Nucleo investigativo dei Carabinieri e il pm Carlo Villani, che mi aveva promesso che avrebbe chiuso le indagini ed è stato di parola. Adesso bisognerà capire i dettagli e se ci sono altri livelli, bisognerà capire chi ha tentato di limitare la libertà di stampa". Anche il Governo auspica un ulteriore passo in avanti nell'indagine.
"Oltre al ringraziamento all'autorità giudiziaria e alle forze di polizia - commenta il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano - c'è l'auspicio che si faccia un passo anche nei confronti dei mandanti". Le opposizioni chiedono agli inquirenti di andare fino in fondo. "L'attentato a Ranucci non è soltanto un attacco a un giornalista o alla trasmissione Report.
È un attacco alla libertà di stampa e al diritto dei cittadini a conoscere fatti, nomi e responsabilità. Per questo è fondamentale che si arrivi fino ai mandanti", afferma il Pd con Sandro Ruotolo. Il M5S attende "una svolta": "ci preoccupano molto i metodi usati che dimostrano una chiara connivenza mafiosa", afferma Giuseppe Antoci, europarlamentare Pentastellato.
Anche la Rai, con l'ad Giampaolo Rossi e il consiglio di amministrazione, hanno espresso "vicinanza" al giornalista mentre la Fnsi annuncia che si costituirà parte civile.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





