
Terremoto in Venezuela: Non ce l'ha fatta il piccolo Fabio, speranze per un dirigente di polizia
Il capo della polizia dello Stato venezuelano di La Guaira, Gustavo Romero Matamoros, è ancora vivo sotto le macerie del condominio Oasis Beach di Catia La Mar, crollato durante i terremoti del 24 giugno. Lo riferiscono...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Il capo della polizia dello Stato venezuelano di La Guaira, Gustavo Romero Matamoros, è ancora vivo sotto le macerie del condominio Oasis Beach di Catia La Mar, crollato durante i terremoti del 24 giugno. Lo riferiscono i soccorritori, citati dai media locali che accompagnano le operazioni di salvataggio. Intrappolato da nove giorni, Romero sarebbe riuscito nelle ultime ore a ristabilire un contatto con le squadre di ricerca, che hanno intensificato le operazioni di salvataggio.
Il bilancio ufficiale dei devastanti terremoti che hanno colpito il Venezuela il 24 giugno è salito a 2. 666 feriti, secondo l'ultimo rapporto del Ministero del Potere Popolare per le Comunicazioni e l'Informazione divulgato oggi dal presidente del Parlamento, Jorge Rodríguez. Le autorità venezuelane riferiscono inoltre di 15.
I dettagli
050 sfollati, 885 edifici danneggiati e 189 crollati. 117 le famiglie assistite, mentre oltre 29. 305 soccorritori internazionali sono impegnati nelle operazioni di emergenza.
Sinora sono state registrate 890 scosse di assestamento. Dopo il salvataggio di Hernan Gil, tutti hanno sperato in un secondo miracolo. Per giorni un Paese intero ha pregato per la vita di Fabio, ma alla fine questo bambino di nove anni non ce l'ha fatta: i soccorritori di diversi Paesi, dopo giorni di affannoso lavoro sono stati costretti a gettare la spugna.
"Non sono stati più rilevati segnali di vita", hanno dichiarato alla Efe dopo aver utilizzato sonar e georadar, senza ottenere alcun risultato. E dire che erano arrivati molto vicini: sei maledetti metri di blocchi di cemento li separavano dal piccolo, rimasto vivo sino a poche ore fa, intrappolato da nove giorni sotto le macerie dell'edificio Tahiti, un palazzo di 12 piani crollato a Caraballeda, nel nord del Venezuela. Ora chi occhi sono puntati su un'altra possibile speranza: poco lontano, a Catia La Mar, i soccorritori sono riusciti a comunicare con il capo della polizia dello Stato di La Guaira, Gustavo Romero Matamoros, anche lui da nove giorni sotto le macerie del condominio Oasis Beach.
Cosa dicono gli esperti
Poche ore prima, la notizia della sua localizzazione - insieme ad altre 20 persone - era stata diffusa dalla giornalista Aymara Lorenzo in un video sui social network. Nelle immagini, rilanciate dai media locali, un soccorritore spiega alla moglie del viceammiraglio che Romero ha una mano schiacciata e non riesce a muovere bene un braccio, motivo per cui comunica con le squadre di ricerca attraverso il codice Morse. Via radio, la donna gli ha inviato un messaggio: "amore, sappiamo dove sei, i soccorritori stanno arrivando da te.
In un secondo filmato, i soccorritori chiedono alle persone presenti di mantenere il silenzio ogni volta che viene fatto un segnale con la mano, per poter percepire i colpi provenienti da sotto le macerie. Ma è la storia di Fabio che oggi ha commosso un Paese: accanto alle squadre, per tre lunghi giorni ha vegliato anche il padre, Francisco.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





