
Tumori del sangue, 30mila casi l'anno in Italia ma la ricerca cambia il futuro
Ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 30mila nuovi casi di tumori del sangue, di cui oltre 2.100 tra bambini e adolescenti. Ma grazie ai progressi della ricerca scientifica "lo scenario è profondamente...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 30mila nuovi casi di tumori del sangue, di cui oltre 2. 100 tra bambini e adolescenti. Ma grazie ai progressi della ricerca scientifica "lo scenario è profondamente cambiato".
L'incontro organizzato a Roma dall'Associazione italiana contro le leucemie (Ail), in occasione della Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma del 21 giugno, ha rappresentato l'occasione per tracciare il quadro della lotta ai tumori del sangue e per ribadire "che la ricerca cambia il futuro". Anzi, "è la prima cura", ha sottolineato il presidente nazionale Ail, Giuseppe Toro: "oltre il 70% delle patologie oggi viene curato o quantomeno cronicizza". "La giornata nazionale è una occasione per richiamare l'attenzione su patologie che riguardano migliaia di persone", ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci nel messaggio inviato all'evento.
I dettagli
"La ricerca scientifica - ha aggiunto - sta offrendo prospettive sempre più incoraggianti e ogni avanzamento della conoscenza può tradursi in una possibilità in più per guardare al futuro con fiducia". Il presidente nazionale Ail, Giuseppe Toro, ha ricordato l'impegno dell'associazione a sostegno dei pazienti e delle loro famiglie: "In quasi 60 anni abbiamo continuato a mettere al centro la persona, sostenendo la ricerca scientifica e offrendo servizi concreti di assistenza e supporto". I massimi esperti del settore sono concordi nel ritenere che i continui investimenti nella ricerca siano decisivi per rendere le cure sempre più efficaci e accessibili, migliorando le prospettive di migliaia di persone colpite da malattie ematologiche.
Tra le innovazioni più promettenti figurano le terapie car-T. Secondo Franco Locatelli, direttore dell'area clinica di Onco-Ematologia Pediatrica del Bambino Gesù di Roma, "le cellule car-T rappresentano una delle frontiere più avanzate dell'immunoterapia e l'obiettivo è ora anticiparne l'utilizzo nelle fasi più precoci della malattia". Importanti progressi si registrano anche nella cura del mieloma multiplo.
Paolo Corradini, direttore di Ematologia dell'istituto nazionale dei Tumori di Milano, ha spiegato che "l'introduzione di nuovi farmaci, tra cui il daratumumab, ha migliorato significativamente la sopravvivenza e la qualità della vita dei pazienti". Nuove opportunità terapeutiche emergono inoltre per la leucemia mieloide acuta. "Le terapie innovative hanno ampliato enormemente il numero di pazienti che oggi possono ricevere trattamenti con intento curativo", ha affermato Alessandro Rambaldi, direttore scientifico della Fondazione per la Ricerca From di Bergamo.
Anche per le neoplasie mieloproliferative croniche si registrano risultati incoraggianti.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





