
Un anno fa il raid sulla chiesa di Gaza: 'Resta l'emergenza'
Li chiama "martiri" padre Gabriel Romanelli, parroco dell'unica chiesa cattolica nella Striscia di Gaza: i loro nomi erano Saad Issa Kostandi Salameh un uomo di 60 anni, e due donne, Foumia Issa Latif Ayyad e Najwa Abu...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Li chiama "martiri" padre Gabriel Romanelli, parroco dell'unica chiesa cattolica nella Striscia di Gaza: i loro nomi erano Saad Issa Kostandi Salameh un uomo di 60 anni, e due donne, Foumia Issa Latif Ayyad e Najwa Abu Dawud, deceduta ore dopo per le ferite riportate. Furono, esattamente un anno fa, il 17 luglio, le tre vittime di un raid dell'Idf sulla chiesa della Sacra Famiglia divenuta dopo il 7 ottobre e la guerra innescata da Israele in risposta, un avamposto-rifugio per la comunità cristiana della Striscia e non solo. Video Esercito Israele ammette: 'Abbiamo colpito un muro vicino alla chiesa a Gaza' La notizia del raid quando ancora non si aveva certezza nemmeno del numero delle vittime e si scavava sotto la nube di polvere alzata dalle schegge di mortaio, raggiunse papa Leone a Castel Gandolfo in maniera rapidissima.
Prevost ritiratosi lì per la pausa estiva, stava incontrando in quegli istanti proprio alcuni presuli del Medio Oriente in contatto diretto con la parrocchia e furono loro a informarlo tempestivamente del raid lasciandolo di sasso. Fino ad allora, la piccolissima e pacifica comunità intitolata alla Sacra Famiglia, 'protetta' anche dalle videochiamate di papa Francesco, era stata risparmiata dagli attacchi dell'Idf seppure aveva già perso molti dei suoi componenti (chi morto per stenti, chi per mancanza di farmaci) riducendosi da circa mille unità ad appena 500 nel giro di poco più di anno. Il raid sulla Sacra Famiglia che fece crollare parte dell'edificio ma non la croce posta in cima e che ebbe come conseguenza anche il ferimento ad una gamba dello stesso parroco Romanelli, indignò la gran parte delle cancellerie occidentali (tra i primi a sollevarsi contro le morti "ingiustificabili" di civili la premier italiana Giorgia Meloni, il presidente francese Emmanuel Macron mentre lo stesso Donald Trump telefonò per un rimprovero al primo ministro isreliano Benjamin Netanyahu che poi si scusò con il Papa parlando di "errore" dell'esercito).
padre Gabriel Romanelli, parroco dell'unica chiesa cattolica nella Striscia di Gaza In un anno molto è cambiato, è intervenuta la tregua, seppur fragile, ma la ricostruzione non decolla e la popolazione della Striscia dove, fa sapere mons. William Shomali, vicario generale e vicario patriarcale latino per Gerusalemme e la Palestina, "l'80 per cento dell'infrastruttura è distrutta", si trova di fronte nuove emergenze e difficoltà. E' ancora padre Gabriel a fare il punto: "C'è una forte emergenza legata al trasporto - dice da Gaza - e la soffriamo in particolare per far venire i bambini a scuola: non solo le strade sono quasi impraticabili ma i prezzi del combustibile sono alle stelle, tra 500 e 700 dollari per un litro di olio, è una barbarie, prima un litro di gasolina stava a circa 7 dollari".
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.




