
Vertice Usa-Iran, Netanyahu: “Non cambia nulla, in Libano l’Idf ha libertà d’azione”
Leggi in app Vertice Usa-Iran, Netanyahu: “Non cambia nulla, in Libano l’Idf ha libertà d’azione” dal nostro inviato Daniele Castellani Perelli Muro del governo israeliano alle richieste che arrivano dalla Svizzera:...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Vertice Usa-Iran, Netanyahu: “Non cambia nulla, in Libano l’Idf ha libertà d’azione” dal nostro inviato Daniele Castellani Perelli Muro del governo israeliano alle richieste che arrivano dalla Svizzera: “Direttiva chiara”. Ben Gvir: “Il premier dica no a Trump”. Intanto da domenica regge il cessate il fuoco 23 Giugno 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura GERUSALEMME – Per Israele non cambia nulla.
«La direttiva è chiara e non è cambiata. Le nostre forze rimarranno nel Libano meridionale finché sarà necessario e godono di piena libertà d’azione per contrastare qualsiasi minaccia diretta o potenziale contro di loro o contro gli abitanti del nord del nostro Paese», ha detto ieri in un videomessaggio condiviso sul social X il premier Benjamin Netanyahu. Quello che ho visto a Gaza Libano, accordo con Israele per il cessate il fuoco Netanyahu accusa l’Europa: “Non ha il coraggio di combattere i barbari” Israele approva Tribunale speciale per 7 ottobre: prevista la pena di morte Le bombe a grappolo fanno morti nonostante l’Iron Dome Iscriviti a "La sottile linea rossa", la nuova newsletter di Gianluca Di Feo Al momento, dunque, le richieste arrivate dal vertice svizzero tra Stati Uniti e Iran – che erano d’altronde già parte del memorandum siglato alcuni giorni prima – vengono rispedite al mittente.
I dettagli
L’esercito (Idf) non si ritira dalla striscia di terra ampia 10 chilometri che ha invaso in questi mesi per dare la caccia ai militanti e ai tunnel di Hezbollah, la milizia filo-iraniana che con i suoi droni minaccia il nord di Israele. Da sabato notte, tuttavia, non si registrano più spari nell’area, per la prima volta dal 2 marzo ed è una buona notizia perché il rispetto del cessate il fuoco è l’altra richiesta che viene dalla Svizzera. Che la tregua sia fragile lo dimostrano però le parole del ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, uno dei falchi del governo.
«Tutto il Libano dovrebbe essere il nostro campo da gioco, il nostro obiettivo. Netanyahu deve andare dal presidente Trump, abbracciarlo ma dirgli che non possiamo rispettare questo accordo. Il capo della Casa Bianca non tollererebbe la presenza di nazisti al suo confine.
Lo apprezziamo, ma prima di tutto vengono i nostri soldati e i nostri cittadini», ha detto Ben Gvir, secondo il quale Israele «è al punto più vicino a una vittoria decisiva». Il “tradimento” dell’alleato e amico Trump e la difficile situazione in cui si ritrovano oggi le truppe in Libano – in territorio nemico ma con le mani legate dall’accordo tra Usa e Iran, e quindi a rischio di imboscate di Hezbollah – sono fonte di imbarazzo per il premier. E le opposizioni hanno gioco facile nell’attaccarlo.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





