
Al via in Svizzera i colloqui sull'Iran, Trump furioso per le critiche
Passare dal Novecento - i trattati firmati in Svizzera, nei grand hotel - al postcontemporaneo e all'accordo siglato in blockchain. Anche questo è Trump. Il vicepresidente Usa JD Vance, nel mentre, non sa ancora quando...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Passare dal Novecento - i trattati firmati in Svizzera, nei grand hotel - al postcontemporaneo e all'accordo siglato in blockchain. Anche questo è Trump. Il vicepresidente Usa JD Vance, nel mentre, non sa ancora quando e se verrà a Lucerna per i negoziati - "dipende dagli iraniani" - e allora azzarda: "Credo nel weekend".
La cerimonia di gala, d'altra parte, è già bella che saltata e tanto vale guardare al pratico. I prezzi di petrolio e gas sono in picchiata, gli Usa hanno già fatto passare 12 navi iraniane dallo stretto di Hormuz, i vascelli occidentali bloccati riprendono la navigazione (c'è pure la Grande Torino della Grimaldi) e si apre una chance "per trasformare il rapporto dell'Iran col mondo". Chi critica l'accordo è quindi "invidioso, cattivo o stupido", ha tuonato The Donald.
I dettagli
Da Teheran arriva l'imprimatur della guida suprema, Mojtaba Khamenei. Con una postilla intrigante. "Io, per principio, avevo una visione diversa ma in virtù dell'impegno assunto dallo stimato presidente Pezeshkian e della sua esplicita accettazione di tale responsabilità, ho dato la mia autorizzazione", recita la dichiarazione diffusa dai media.
Come dire, ci son dei dubbi. Intanto, un fatto certo. I 60 giorni a disposizione per negoziare i dettagli dell'intesa - con proroga se c'è il benestare delle parti - "scattano da oggi", da giovedì 18 giugno, ha precisato il vicepresidente Usa.
Un Boeing C-17 Globemaster III dell'aviazione Usa è atterrato all'aeroporto di Emmen, nei pressi di Lucerna, e si presume - notano i media locali - che nella pancia contenesse veicoli necessari al lavoro della delegazione. Dunque qualcosa si sta muovendo. "La Svizzera accoglie con favore la firma del Memorandum of Understanding tra gli Stati Uniti e l'Iran poiché rappresenta un passo importante verso l'allentamento delle tensioni nella regione", ha commentato il ministero degli Esteri elvetico in una nota.
Cosa dicono gli esperti
"È ancora previsto che gli Stati Uniti e l'Iran, insieme ai mediatori Pakistan e Qatar, s'incontrino all'hotel Bürgenstock ma non è possibile fornire ulteriori informazioni". Il lavoro da fare è enorme. Perché il Memorandum in 14 punti lascia insoluti molteplici dettagli cruciali, capaci di far crollare ogni cosa se l'idillio svizzero non riuscirà a incardinare le trattative sulla buona strada.
Sintetizzando, i punti delicati sono tre. La bozza prevede un piano di 'downblending' sul posto (diluizione dell'uranio arricchito) sotto la supervisione dell'Aiea ma ora si dovrà stabilire il come e il quando e quali saranno i poteri reali degli ispettori Onu, elemento storicamente sensibilissimo per Teheran. C'è poi l'incognita Libano: l'Iran minaccia di far saltare il tavolo se Israele non ritirerà le truppe ma il premier Benjamin Netanyahu si è chiamato fuori (e comunque far digerire l'accordo a Hezbollah non è uno scherzo).
Infine c'è la questione dei soldi. Teheran chiede che lo sblocco dei beni congelati all'estero e la rimozione delle sanzioni avvengano subito o nei primi 30 giorni.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





