
Browder: “Washington sta con Putin, ma il dittatore sta perdendo e soffre”
Leggi in app Browder: “Washington sta con Putin, ma il dittatore sta perdendo e soffre” dal nostro corrispondente Antonello Guerrera L’intervista: “Ormai sono gli europei a sostenere Kiev e possono fare anche di più”...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Browder: “Washington sta con Putin, ma il dittatore sta perdendo e soffre” dal nostro corrispondente Antonello Guerrera L’intervista: “Ormai sono gli europei a sostenere Kiev e possono fare anche di più” L'ascolto è riservato agli abbonati premium 14 Giugno 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura LONDRA – «Trump è dalla parte della Russia, ancora non ve ne siete accorti? Negli Stati Uniti c’è una nuova polemica, quella delle “rivelazioni sui biolaboratori ucraini” dell’ex direttrice trumpiana dell’intelligence nazionale Tulsi Gabbard, e a Repubblica parla Sir Bill Browder, 62 anni, finanziere brit-americano, padre del Magnitsky Act approvato dal congresso Usa (Sergey Magnitsky era il suo avvocato anti-corruzione fatto morire da Putin in carcere nel 2009) e ribattezzato dalla come “il nemico numero uno di Putin” oltremanica. Tanto che l’altro giorno lo zar ha sanzionato anche il figlio 17enne di Browder, Alexander, per una inchiesta online sul riciclaggio di denaro sporco della Russia.
È il primo minorenne nel mirino ufficiale di Mosca: «Sono orgoglioso di lui. All’inizio era spaventato, ma ora sa che è un onore». Browder, perché Trump sarebbe dalla parte di Putin?
I dettagli
«Perché il presidente americano ha tagliato il sostegno militare a Kiev, insulta costantemente Zelensky, ha cercato di costringere l’Ucraina a cedere territori a Mosca che non riesce a conquistare sul campo, non ha mai posto vera pressione su Putin per negoziare e all’Onu gli Stati Uniti oramai votano costantemente con Russia, Iran e Corea del Nord. Putin vuole negoziare solo con Trump difatti, snobbando Zelensky e gli europei. Che peso possono avere questi ultimi dopo il vertice a quattro (Starmer, Macron, Merz e Zelensky) di domenica scorsa a Londra?
«In realtà credo che l’Europa abbia più peso di quanto si pensi, perché Trump ha alleggerito l’influenza dell’America in Ucraina e paradossalmente adesso ha anche meno leva. Oramai sono gli europei che pagano gran parte della resistenza di Kiev, e anche per questo gli ucraini vogliono uscire da questo conflitto senza il coinvolgimento troppo attivo degli americani, vedi la recente lettera di Zelensky a Putin. Tuttavia, gli europei potrebbero fare ancora di più, come confiscare subito i 200 miliardi di asset russi congelati e fondere le proprie difese con quelle dell’Ucraina, una volta entrata nella Ue».
Ma gli Stati Uniti restano vitali come intelligence, satelliti, infrastrutture belliche. Come ha scritto il Wall Street Journal, gli ucraini oramai ricevono sempre più intelligence da compagnie satellitari private, non dall’esercito Usa». Quindi crede che Kiev possa prevalere sulla Russia anche senza il sostegno degli Stati Uniti?
Dico che la Russia non può prevalere sull’Ucraina. Kiev è sempre più letale, vedi l’utilizzo dei droni al fronte che blocca l’avanzata di Mosca. Oramai è chiaro che Putin non può vincere questa guerra.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





