
Hormuz, via a navi e petrolio: “Passati 12,5 milioni di barili”. Teheran: “Controlliamo noi”
Leggi in app Hormuz, via a navi e petrolio: “Passati 12,5 milioni di barili”. Teheran: “Controlliamo noi” di Fabio Tonacci Vessels at the Strait of Hormuz, as seen from Musandam, Oman, June 18, 2026. /Stringer TPX...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Leggi in app Hormuz, via a navi e petrolio: “Passati 12,5 milioni di barili”. Teheran: “Controlliamo noi” di Fabio Tonacci Vessels at the Strait of Hormuz, as seen from Musandam, Oman, June 18, 2026. /Stringer TPX IMAGES OF THE DAY () Lo Stretto si apre dopo l’accordo sottoscritto da Iran e Stati Uniti Sullo sminamento il regime frena i “volenterosi”: “Non servono stranieri” L'ascolto è riservato agli abbonati premium 19 Giugno 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura «Captain, your permission is granted!
La voce dell’ufficiale iraniano che riapre lo Stretto di Hormuz dopo più di cento giorni si diffonde via radio sul ponte di comando del bastimento Grande Torino del Gruppo Grimaldi, quando ancora non è mezzogiorno. «Have a good watch», dice - come prevede la formula di rito marinaresca - l’uomo del ministero degli Esteri della Repubblica Islamica. E così la nave italiana, con i suoi 21 membri dell’equipaggio e una rotta verso la Cina sospesa per guerra settimane fa, è tra le prime ieri a passare il tratto di mare ancora minato ma di nuovo navigabile in base all’accordo tra Stati Uniti e Iran.
I dettagli
È il vicepresidente americano JD Vance — a cui tocca essere il volto della “resa epica” come, per ora, è stato ribattezzato il memorandum d’intesa assai favorevole all’Iran e inevitabile conseguenza di una campagna militare fallimentare — a fare il primo bilancio del transito ripreso nell’imbuto del Golfo Persico che ha strozzato per mesi il mercato del petrolio e del gas liquefatto. «Dodici milioni e mezzo di barili di greggio nella notte di mercoledì hanno attraversato lo Stretto», spiega Vance. «Dalla firma dell’accordo gli Usa hanno lasciato passare 12 navi iraniane».
Tre sono petroliere saudite, trasportano 6 milioni di barili. Sia Washington che Teheran confermano la riapertura di Hormuz. Ma da posizioni ben diverse.
L’Iran infatti, in base a quanto stabilisce il memorandum, mantiene una mano sullo Stretto. Mentre gli Stati Uniti «cesseranno del tutto il blocco navale entro 30 giorni» e si impegnano a ritirare tutti gli assetti della Marina militare «nei 30 giorni successivi alla firma dell’accordo finale», la Marina della Repubblica islamica garantirà «il passaggio sicuro ai cargo commerciali per 60 giorni» e avvierà l’operazione di sminamento «entro 30 giorni». Teheran, si legge nel testo, terrà consultazioni con il Sultanato dell’Oman «per definire la futura amministrazione e i servizi marittimi, discutendone con altri Stati litoranei del Golfo Persico».
In altre parole, la questione del pedaggio, o delle imposte, da applicare alle navi nel transito che, prima dell’attacco Usa-Israele del 28 febbraio scorso, era libero. La questione dello sminamento diventa dunque un’altra leva nel pugno dei pasdaran: la potranno usare sul tavolo della trattativa per il nucleare. «La riapertura è esplicitamente competenza nostra», dichiara, a scanso di equivoci, Esmaeil Baqaei, portavoce del ministro degli Esteri iraniano.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





