
Il distillato di stile di Prada, un antidoto alle complicazioni
In un mondo sempre più complicato, Prada gioca la carta della semplificazione assoluta, portando in scena una collezione - quella per la prossima primavera estate - che è un distillato di stile: ridotto all'essenza e...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. In un mondo sempre più complicato, Prada gioca la carta della semplificazione assoluta, portando in scena una collezione - quella per la prossima primavera estate - che è un distillato di stile: ridotto all'essenza e privo di ogni orpello. Una moda che per il duo creativo Miuccia Prada e Raf Simons nasce dal rifiuto dal design inutile, dalla necessità di togliere tutto ciò che non sia davvero significativo. "La moda oggi - dicono i due creativi nel backstage dello show - è dominata da forme esasperate, costruzioni elaborate e complicazioni continue.
Questa collezione nasce proprio dalla sensazione di voler prendere le distanze da tutto ciò". Fotoracconto Prada in passerella alla Milano Fashion Week - Foto - Ansa. it Questo ovviamente non si traduce in un minimalismo tout court: c'è una forte vena autoriale nell'interpretazione di questa riduzione, che arriva a proporre praticamente un solo modello di pantalone in tutta la collezione e a scommettere sulla reiterazione come focalizzazione di un concetto.
I dettagli
Concetto che emerge chiaramente fin dalla prima uscita sulla passerella di plexiglass trasparente retroilluminata da neon: ad aprire la sfilata un giubbino di jeans e dei pantaloni di denim asciuttissimi, portati sotto un blazer sartoriale. Di lì in poi sarà proprio il giubbino di jeans a prendersi la scena, ridotto nelle proporzioni, con maniche a tre quarti e corto in vita, talmente adeso al corpo da sostituire la T-shirt, che infatti sparisce dal guardaroba dell'estate. Quando il giubbino non è in denim, la sua foggia si veste di nylon, ma anche di tessuti maschili classici, in quelle variazioni su un unico tema che sono al centro della sfilata insieme alla pelle, trattata e colorata per giubbini e pantaloni.
In una collezione talmente distillata anche gli accessori sembrerebbero un orpello, un di più, ed ecco il guizzo creativo: le borse sono appese alle cinture come se fossero dei marsupi, i foulard si usano come cinture dei pantaloni, che sono a loro volta infinite variazioni di tessuti e colori di un unico modello, asciutto e grintoso, abbinato a scarpe di pelle con gli strap al posto delle stringhe. "L'ambizione - dicono Miuccia Prada e Raf Simons - era quella di creare qualcosa di nuovo che, partendo dal 'nulla', si ponesse in contrapposizione con l'esagerazione, i materiali complessi e il design inutile. Non c'è nulla che detesti di più in questo periodo del design inutile: questa collezione esprime esattamente questo concetto.
E questo nulla è molto preciso: ottenere questo è molto più difficile di quanto sembri". Il processo creativo non è passato dal ripulire una collezione dal troppo, ma è nato esattamente da questa esigenza di focalizzazione estrema: "Abbiamo lavorato d'istinto. - raccontano i direttori creativi - Sappiamo cosa non vogliamo fare e sappiamo che dobbiamo rinnovarci, andare avanti, fare tante cose, ma partendo da una profonda conoscenza della moda.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





