
Il portiere che entra apposta non para: l’Egitto vince ai rigori, Australia a casa. Record negativo per Havy
Leggi in app Seguici su Discover Il portiere che entra apposta non para: l’Egitto vince ai rigori, Australia a casa. Record negativo per Havy di Silvia Scotti Il terzino egiziano riesce a segnare il secondo autogol in...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app Seguici su Discover Il portiere che entra apposta non para: l’Egitto vince ai rigori, Australia a casa. Record negativo per Havy di Silvia Scotti Il terzino egiziano riesce a segnare il secondo autogol in un Mondiale: non succedeva dal ‘66 03 Luglio 2026 alle 23:17 1 minuti di lettura Non tutte le scelte sono azzeccate, ma alcune sono peggio di altre. Non è stata felicissima la decisione di Popovic di mandare un ragazzino di 17 anni, sul dischetto e far entrare un portiere per parare i rigori: Ryan non ne ha preso uno, Herrington era terrorizzato, e ha spedito il pallone, pesantissimo, sulla traversa.
Australia a casa, l’Egitto nella storia: mai era arrivato a giocare una partita a eliminazione diretta, figuriamoci immaginare di arrivare agli ottavi. La partita Lo fa dopo una partita noiosissima, tra squadre stanche, senza energie e senza voglia di provarci. I due gol per l’1-1 dei tempi regolamentari sono stati due lampi nel nulla: Egitto in vantaggio con Ashour dopo 13 minuti, il pari al 10’ st con autogol di Hany, che centra un inglorioso primato: è il primo giocatore della storia dal ‘66 (allora era il bulgaro Vucov), a segnare due autoreti in uno stesso Mondiale.
I dettagli
Si va così ai supplementari e ai rigori dove L’Egitto legittima una piccola superiorità mostrata nei 120 minuti. Festeggia il ct Hossam Hassan, allenatore che definì la presa del potere dei militari nel 2013 “un simbolo di dignità” e che ha un portavoce legale “per intraprendere tutte le azioni per perseguire coloro che diffondono voci sulla sua Nazionale”. La rissa E che qualche ora prima, insieme al fratello gemello Ibrahim, team manager della squadra, era stato protagonista di una rissa con la polizia americana per un selfie.
Gli agenti texani nell’hotel dell’Egitto avrebbero impedito a un bambino di scattarsi una foto con i suoi idoli, Trezeguet, invece disponibile con il giovanissimo tifoso. E i fratelli Hassan se la sono presa. Arrivando a spinte e quasi alle mani con l’agente.
Ma abbiamo visto da inizio Mondiale come, tra perquisizioni folli anche ai giocatori e lunghi controlli in aeroporto, la gestione americana della sicurezza non è discutibile, è semplicemente folle.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





