
Khamenei, svolta sugli alleati: “Chi li tocca pagherà caro”
Leggi in app Khamenei, svolta sugli alleati: “Chi li tocca pagherà caro” di Gabriella Colarusso “Il vacillante regime sionista è agli ultimi rantoli”: questo l’affondo bellicoso della Guida suprema dopo l’attacco...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Khamenei, svolta sugli alleati: “Chi li tocca pagherà caro” di Gabriella Colarusso “Il vacillante regime sionista è agli ultimi rantoli”: questo l’affondo bellicoso della Guida suprema dopo l’attacco L'ascolto è riservato agli abbonati premium 08 Giugno 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura La folla riunita in piazza come ogni sera a sostegno della Repubblica islamica esulta mentre il cielo sopra Teheran si illumina dei missili lanciati verso Israele. È notte nella capitale iraniana, i Pasdaran rivendicano l’attacco: «la promessa è mantenuta», concedendo alla base inquieta l’orgoglio della vendetta. La tregua è rotta, il messaggio è chiaro: la Repubblica islamica non è più quella di Ali Khamenei, che governò per trent’anni minacciando “morte a Israele” e “morte all’America” ma guardandosi bene dal tradurre lo slogan in dottrina militare.
La nuova generazione di comandanti assurta al potere sotto le bombe di Trump e la guida del figlio Mojtaba, non si considera sconfitta, al contrario: ha acquistato fiducia, forte della capacità dimostrata finora di assorbire la pressione militare, economica e politica esercitata due grandi potenze. I media di stato si affrettano a riportare le parole che avrebbe pronunciato lo stesso Khamenei, dopo aver autorizzato l’attacco a Israele: «Il vacillante regime sionista è agli ultimi rantoli». Non è solo retorica, è un cambio di strategia.
La Repubblica islamica di Mojtaba vuole stabilire una nuova equazione: non sono più i proxies regionali a fare da scudo a Teheran, a preservarla da un conflitto guerreggiato, ma è l’Iran il protettore della sua rete di alleanze. E dunque Haifa per Beirut, Tel Aviv per Teheran. Colpo su colpo, fine dell’ambiguità strategica che ha segnato 30 anni di regime.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





