
La faglia: El Pilar la furiosa e i due terremoti gemelli spinti da America e Caraibi
Leggi in app La faglia: El Pilar la furiosa e i due terremoti gemelli spinti da America e Caraibi di Luca Fraioli () Le scosse letali a pochi secondi di distanza separate da appena 5 km. Il “doublet earthquake” in una...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app La faglia: El Pilar la furiosa e i due terremoti gemelli spinti da America e Caraibi di Luca Fraioli () Le scosse letali a pochi secondi di distanza separate da appena 5 km. Il “doublet earthquake” in una delle zone più sismiche del pianeta L'ascolto è riservato agli abbonati premium 26 Giugno 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura L’uno-due che ha messo al tappeto il Venezuela ha un nome preciso: geologi e geofisici lo chiamano “doublet earthquake”, terremoto doppio. Una coppia di scosse di magnitudo comparabile, che si verificano in aree molto vicine, entro i 50-100 chilometri, e in un breve lasso di tempo, da poche ore a diversi giorni.
Entrambi gli eventi sono considerati scosse principali, piuttosto che una scossa di assestamento dell’altra. Nello Stato di Yaracuy, 150 chilometri a ovest di Caracas è successo qualcosa del genere. Una prima scossa di magnitudo 7.
I dettagli
2, poi, appena 39 secondi dopo una seconda da 7. E con epicentri distanti appena cinque chilometri. «Il secondo, quello più violento, si è generato sulla faglia El Pilar, che corre da Est a Ovest e separa la placca sudamericana dalla placca caraibica», spiega Carlo Doglioni, professore di Geodinamica a La Sapienza Università di Roma e vicepresidente dell’Accademia dei Lincei.
«La prima scossa invece si potrebbe essere originata su una faglia ortogonale rispetto a quella principale». È stato il primo terremoto a innescare il secondo? «È una spiegazione possibile», risponde lo scienziato.
«Sulla faglia El Pilar lo scorrimento delle due placche produce un accumulo di energia elastica, come la compressione di una molla pronta a scattare. La prima scossa ha forse fatto da innesco e provocato il secondo evento, più forte». Semplificando, è perché il Sudamerica si sta spostando verso ovest rispetto ai Caraibi.
Cosa dicono gli esperti
«Il movimento relativo è di circa 2 centimetri l’anno, 2 metri in un secolo», conferma Doglioni. «In questa occasione è possibile che la faglia che separa il Sudamerica dai Caraibi, e che corre per oltre 1. 000 chilometri, si sia attivata per almeno 150 chilometri.
Nel tratto interessato si potrebbe essere verificato uno slittamento verso occidente di 5 metri in una sola volta». Anche per questo i drammatici eventi delle ultime ore non colgono di sorpresa gli esperti: quell’area è tra le più sismiche al mondo. «In Venezuela dal 1900 a oggi ci sono stati 5 terremoti di magnitudo superiore a 7», ricorda Doglioni.
«E quello che si verificò nel 1812 si pensa abbia avuto magnitudo 7. 2 in più rispetto a ieri, che però significa un rilascio di energia doppio». Nelle stesse ore del doublet earthquake venezuelano, in Giappone si è registrata una scossa di magnitudo 7, senza danni apprezzabili.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





