
La nuova vetrina della Pasticceria Football
Leggi in app Seguici su Discover La nuova vetrina della Pasticceria Football di Angelo Carotenuto Kvaratskhelia sembrava da Pallone d’oro, ma i Mondiali hanno fatto brillare i più grandi campioni L'ascolto è riservato...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Seguici su Discover La nuova vetrina della Pasticceria Football di Angelo Carotenuto Kvaratskhelia sembrava da Pallone d’oro, ma i Mondiali hanno fatto brillare i più grandi campioni L'ascolto è riservato agli abbonati premium 14 Luglio 2026 alle 05:33 1 minuti di lettura Sono passati appena due mesi. Il calcio da cortile mostrato da Kvicha Kvaratskhelia in Champions League pareva del tutto all’altezza di un Pallone d’oro, ed era bello provare a convincersi che sull’assenza della Georgia dai Mondiali avremmo potuto a un certo punto sorvolare. Sotto i nostri occhi invece stanno per scorrere i titoli di coda di un’edizione che ha messo in vetrina i dolci migliori della Pasticceria Football.
Non c’era mai stata una classifica cannonieri così sovrapponibile a quelle liste che compiliamo continuamente per gioco, i primi cinque, i primi dieci, chi sono i più bravi tra i bravi. In un ambiente che riscrive i propri giudizi ogni domenica, una Champions da protagonista scivola alle spalle di molti protagonisti visti in un Mondiale così. Casomai, se dalla stagione di Kvaratskhelia volessimo spremere ancora del succo, potremmo considerare che le sue giocate hanno rappresentato in maniera molto evidente uno slittamento di senso in una zona del campo.
I dettagli
Ogni tanto il calcio modifica il proprio paradigma di eccellenza. C’è stata la fase in cui l’occhio cadeva sui 10, o sui centravanti, o sugli architetti del gioco. Essere grandi voleva dire esserlo là.
Adesso cade sulle ali, nel frattempo dette esterni, perché per decenni ci siamo inflitti la convinzione di ritenere che non esistono più quelle di una volta. Quelle se ne stavano coi calzettoni abbassati e l’aria da genialoidi indolenti per accendersi a strappi, scegliendo il momento del dribbling, e poi sparire e poi inventare e poi sparire. La grande genia dei Waddle Conti e Littbarski, addirittura Garrincha, era fatta di sublimi addizioni nelle loro squadre.
Non erano il centro di gravità. Una parte impressionante dei giocatori che oggi fanno più male è invece residente sulla fascia, da Yamal a Olise, da Nico Williams a Doué, da Mbappé quando parte largo fino a Vinícius. A loro viene chiesta una produzione continua di pericolo, non un’invenzione ogni tanto.
Cosa dicono gli esperti
Toccano decine di palloni, puntano l’uomo, tirano, pressano e ricominciano daccapo. I giocatori con questa morfologia premiati dal Pallone d’oro sono stati rarissimi. Best, Simonsen, Figo, allargando il campo Blokhin per un periodo, il Ronaldinho di Barcellona.
Gli altri sono stati più ibridi, e non davvero appartenenti alla famiglia Kvara. Se con Modric e Rodri è stato parzialmente sanato il peccato di aver ignorato Xavi, Pirlo e Iniesta, forse siamo a un nuovo punto di svolta, già annunciato dal mutante Dembélé primo e Lamine Yamal secondo nel 2025. Il numero sulla schiena può essere diverso, ma il 7 è passato dai margini al dominio.
Dovremmo smettere di chiamare laterale quella fascia.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





