
La SEC smantella una truffa mining crypto da $22 milioni: era uno schema Ponzi
La Securities and Exchange Commission (SEC) ha posto fine a una presunta truffa mining crypto multimilionaria, ottenendo sentenze consensuali contro l’uomo d’affari della Florida Zan Shaikh e la sua società, Mining...
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Una notizia importante fa rumore nell’ecosistema blockchain. La Securities and Exchange Commission (SEC) ha posto fine a una presunta truffa mining crypto multimilionaria, ottenendo sentenze consensuali contro l’uomo d’affari della Florida Zan Shaikh e la sua società, Mining Automatic. L’azione legale rivela un classico schema Ponzi camuffato da business di mining, in cui solo una minima parte dei fondi degli investitori è stata effettivamente destinata all’attività promessa. Accuse della SEC per frode da 22 milioni di dollari nel mining crypto Il 20 luglio 2026, la SEC ha annunciato di aver presentato accuse parzialmente risolte contro Zan Shaikh e la sua società, legalmente registrata come Bright Vision Distribution LLC, ma operante con il nome Mining Automatic.
La denuncia, depositata presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto del Massachusetts, accusa i due di aver raccolto circa 22 milioni di dollari da oltre 380 investitori tra giugno 2023 e maggio 2025. Dettagli della presunta frode Secondo la SEC, Shaikh e Mining Automatic promettevano agli investitori rendimenti mensili garantiti derivanti da una presunta operazione di mining di crypto asset. I clienti venivano indotti a credere che i loro fondi sarebbero stati utilizzati per finanziare risorse di calcolo dedicate alla validazione delle transazioni sulle reti crypto.
Dinamiche di mercato
L’agenzia afferma, tuttavia, che l’operazione era strutturalmente incapace di generare gli introiti promessi. Numero di investitori e cronologia L’arco temporale dell’attività fraudolenta, durata quasi due anni, ha coinvolto un bacino di vittime molto ampio. Gli oltre 380 investitori sono stati attirati dalla promessa di un reddito passivo e sicuro in un settore, quello del mining, spesso percepito come tecnico e redditizio.
Uso improprio dei fondi e dichiarazioni false agli investitori Il cuore della frode risiede nell’uso fraudolento del capitale raccolto. La SEC ha calcolato che i fondi degli investitori sono stati in gran parte dirottati, con solo una frazione minima destinata allo scopo dichiarato. Effettivo utilizzo dei fondi L’agenzia di regolamentazione sostiene che solo circa il 13% dei 22 milioni di dollari raccolti sia stato effettivamente speso per costi legati alle presunte operazioni di mining.
La gran parte del resto del capitale è stata invece utilizzata per campagne di marketing volte ad attrarre nuovi investitori, oltre che per spese personali di Shaikh e per costi legati ad altre attività imprenditoriali a lui collegate. Il modello, dunque, si configura come uno schema Ponzi, dove i rendimenti promessi ai primi investitori vengono pagati con i fondi dei nuovi ingressi. Falsità sulle operazioni di mining Oltre all’uso improprio dei fondi, la SEC accusa Shaikh e Mining Automatic di aver fatto numerose dichiarazioni false.
Impatto sui mercati
Queste includevano esagerazioni sulla loro esperienza, competenza tecnica e track record nel mining di crypto asset, nonché informazioni fuorvianti sullo stato effettivo delle infrastrutture di mining e sulle reali ragioni dei ritardi nei pagamenti mensili quando questi sono diventati inevitabili. Secondo i calcoli della SEC, i due hanno incassato almeno 20 milioni di dollari in più di quanto abbiano restituito agli investitori. Violazioni normative e conseguenze legali La risposta della SEC si è concentrata sulle chiare violazioni delle leggi federali sui titoli, trattando le offerte di Mining Automatic come titoli non registrati.
Leggi sui titoli violate La denuncia accusa Shaikh e Mining Automatic di aver violato le disposizioni di registrazione e anti-frode del Securities Act del 1933. Inoltre, li incolpa di aver infranto il Securities Exchange Act del 1934 e la Rule 10b-5, che vieta la frode in connessione con le transazioni di titoli. Sentenze consensuali e divieti permanenti Shaikh e Mining Automatic hanno acconsentito all’ingresso di sentenze del tribunale, pur senza ammettere o negare le accuse della SEC.
Le ordinanze proposte, soggette all’approvazione del giudice, li interdirebbero permanentemente dal commettere future violazioni delle disposizioni sui titoli citate. In particolare, a Shaikh verrebbe imposto un divieto a ricoprire incarichi di amministratore o direttore in società pubbliche. La questione del disgorgement (restituzione degli utili illeciti), degli interessi pregiudiziali e delle sanzioni civili sarà decisa in un secondo momento dal tribunale su mozione della SEC.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.



