
La Supergirl imbronciata di Milly Alcock, 'Non siamo perfette e va bene così'
Quando Milly Alcock si è presentata al provino per Supergirl, era terrorizzata. "È stata un'esperienza sconvolgente. Sono arrivata in aereo dall'Australia ad Atlanta, dopo praticamente un giorno intero in aria. In...
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Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Quando Milly Alcock si è presentata al provino per Supergirl, era terrorizzata. "È stata un'esperienza sconvolgente. Sono arrivata in aereo dall'Australia ad Atlanta, dopo praticamente un giorno intero in aria.
In completo jet lag, con l'adrenalina a mille. Non recitavo da un po' e avevo paura di sbagliare", racconta la ventiseienne australiana che dal 25 giugno porta sul grande schermo la nuova Kara Zor-El in 'Supergirl', secondo film dell'universo DC targato Warner Bros. Era l'inizio del 2024.
I dettagli
Il progetto di portare sul grande schermo, con un film tutto suo, la cugina di Clark Kent era ancora alle prime fasi di produzione. Non era nemmeno stato scelto il regista Craig Gillespie, anch'egli australiano, noto per 'I, Tonya' e 'Crudelia'. I pezzi grossi della DC James Gunn e Peter Safran, però, avevano fretta: l'eroina doveva fare il suo debutto nel finale di 'Superman', il film da 600 milioni di incassi che ha inaugurato il nuovo DC Universe nel 2025.
"Mi hanno vestita con una maglia blu e una gonna rossa. Non so bene cosa sia successo dopo", ricorda sorridendo in un'intervista all'ANSA a Los Angeles. Seduta con le braccia e le gambe intrecciate, un piede che tamburella nell'aria e le mani che continuano a muoversi, Alcock sembra ancora nervosa.
"Sono sempre un po' agitata, maschero solo bene", ride. È proprio questa combinazione di fragilità, ironia e irrequietezza che ha convinto i produttori. Lo spiega Ana Nogueira, la sceneggiatrice scelta da Gunn per adattare il fumetto 'Supergirl: Woman of Tomorrow' di Tom King e Bilquis Evely: "Quando scrivevo il personaggio non sapevo nemmeno se esistesse un'attrice capace di interpretarlo.
Cosa dicono gli esperti
James disse subito che doveva essere Milly Alcock. Aveva visto qualcosa nei suoi occhi in 'House of the Dragon' (Alcock interpreta Rhaenyra Targaryene nella prima stagione della serie Hbo prequel di Il Trono di Spade). La Kara immaginata da Nogueira e portata sullo schermo da Gillespie è molto diversa dalle versioni precedenti.
Più cupa, più spettinata, stanca e schiva. Si sveglia con i postumi della sbronza, vive in una roulotte disordinata più della stanza di un adolescente, ha come unico amico un cagnolino. Ancora traumatizzata dalla distruzione di Krypton e dalla perdita della famiglia, vive tenendo tutti alla larga, in un universo di frontiera sporco e cupo che assomiglia a quello di 'Mad Max' o dei 'Guardiani della Galassia'.
Non ha il lusso dell'ottimismo, della gentilezza e dell'estrema precisione che caratterizza suo cugino Superman. Lui (David Corenswet, ovviamente) la chiama, le fa gli auguri di compleanno, la invita a tornare a trovarlo, ma lei sembra chiusa nel più ruvido distacco. All'inizio, Kara non indossa nemmeno il celebre costume rosso e blu.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





