
L’America del diritto
Leggi in app L’America del diritto di Gianni Riotta L'ascolto è riservato agli abbonati premium 30 Giugno 2026 Aggiornato 01 Luglio 2026 alle 00:38 2 minuti di lettura “Una Nazione, una Costituzione, un Popolo”: con...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Leggi in app L’America del diritto di Gianni Riotta L'ascolto è riservato agli abbonati premium 30 Giugno 2026 Aggiornato 01 Luglio 2026 alle 00:38 2 minuti di lettura “Una Nazione, una Costituzione, un Popolo”: con questo motto il deputato repubblicano John Bingham salutò il XIV emendamento alla carta costituzionale Usa, approvato nel 1868, che assicura a chi nasce negli Stati Uniti cittadinanza e pieni diritti: ieri la Corte Suprema, con un voto 6 a 3, ha bocciato l’ordine esecutivo del presidente repubblicano Donald Trump che stracciava, di fatto, lo ius soli, mettendo al bando i figli di gruppi di emigranti. La tradizione del Grand Old Party repubblicano, cara a Lincoln, trionfa 158 anni dopo Bingham, sull’isolazionismo e la stretta ai confini di Trump, che ha portato a un saldo negativo dell’emigrazione, per la prima volta in mezzo secolo, una minore presenza di stranieri negli Usa, turisti e studenti in primis, difficoltà per le aziende di reclutare manodopera sul mercato, secondo i dati dello studioso Stephen Yale-Loher. Che la Supreme Court, dove i conservatori hanno una robusta maggioranza 6 a 3, con un terzo dei giudici, Neil Gorsuch, Brett Kavanaugh e Amy Coney Barrett, nominati di pugno da Trump, stracci, con una sentenza monstre di 200 pagine, tomo giuridico dal titolo “Donald Trump, presidente degli Stati Uniti contro Barbara ed altri…”, la politica sociale Maga, prova quanto essa contraddica storia, politica e filosofia originarie degli Stati Uniti.
Il XIV emendamento di Bingham, parlamentare amico di Lincoln che lesse l’orazione funebre del presidente ucciso nel 1865 da terroristi sudisti, fu concepito dopo la Guerra civile, antidoto ai postumi di schiavitù e repressione contro gli emigranti, e da allora garantisce un paese aperto, come nessuno da noi in Europa. Con un terzo delle aziende innovative di Silicon Valley fondato da immigrati, e uno studio del National Bureau of Economic Research a mostrare come la prima generazione di nati negli Usa eccella a scuola e sul lavoro sui coetanei, gli europei dovrebbero prendere atto di uno storico ritardo, con la popolazione Ue che invecchia fra pochi lavoratori giovani, come illustra un bel documentario della regista nigeriana Ebun Joseph. Per Trump è una sconfitta in casa, come se la Nazionale Usa perdesse oggi a San Francisco il match mondiale contro la Bosnia.
I “suoi” giudici lo hanno smentito ancora, vedi il No ai dazi, e presto magari inveirà dai social media. Invano, lo speaker repubblicano della Camera, Mike Johnson, accusa le toghe di leggere la Costituzione in modo troppo “originalista”, vale a dire fedele alla lettera. Da sempre, i conservatori Usa predicano giusto l’interpretazione “originale” dei Padri Fondatori, per escludere i nuovi diritti, Lgbtq, cittadinanza, famiglia, ed è simbolico della confusione presente che Johnson rivolti la saga e protesti contro lo “Stare Decisis”, la consuetudine di non ribaltare decisioni concordate dalle sentenze del passato.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





