
Party per il 4 luglio, la premier tentata dal blitz manda i vice e La Russa
Leggi in app Party per il 4 luglio, la premier tentata dal blitz manda i vice e La Russa di Francesco Bei L'ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Timan Joseph Fertitta (agf) Mezzo governo sarà presente al...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app Party per il 4 luglio, la premier tentata dal blitz manda i vice e La Russa di Francesco Bei L'ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Timan Joseph Fertitta (agf) Mezzo governo sarà presente al ricevimento Usa a Villa Taverna. Assenti Conte e Schlein ci saranno Renzi e Guerini 02 Luglio 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura Il ch-c’è-chi-non-c’è è sempre stato uno dei giochi di società preferiti della Roma politica quando si parla del 4 luglio. In anni passati era una notizia l’arrivo nei giardini di Villa Taverna di esponenti provenienti dalla vecchia famiglia comunista, come Massimo D’Alema (senza contare le visite segrete di Sergio Segre e Gian Carlo Pajetta ai tempi del Pci).
Oppure l’aggirarsi nei saloni del vecchio seminario dei Gesuiti dei “barbari” di Bossi, poi dei “grillini” antisistema. Insomma, la cartolina di invito firmata dall’ambasciatore a stelle a strisce è sempre stata un metro per giudicare non solo le relazioni tra i due Paesi, ma anche la politica italiana. Per capire chi fosse arrivato in area di governo, chi ambisse a entrarci, dato che il viatico Usa è stato indispensabile, ben oltre gli anni della Guerra Fredda, per entrare a palazzo Chigi.
I dettagli
Senza contare Carlo Calenda che, non invitato, definisce l’appuntamento solo «una gran rottura di scatole» e anche una cosa «che sa un po’ di vassallaggio», non c’è dubbio che il ciclone Donald Trump abbia cambiato tutto nei rapporti Italia-Usa, compreso quel rito un po’ kitsch della festa dell’Indipendenza Usa, con le nuvole di fumo degli hamburger cotti sui barbecue, le tinozze piene di budweiser, l’orchestrina dell’esercito, i fuochi d’artificio. Stavolta rispondere sì all’invito dell’ambasciatore Tilman Fertitta è diventato impegnativo, per la prima volta la corsa è stata a disertare più che a farsi vedere, con l’intero governo italiano - offeso per l’intervento a gamba tesa di Trump contro Meloni - arrivato a un passo da un clamoroso incidente diplomatico. Alla fine è stata Meloni a imporre una linea più conciliante e in Consiglio dei ministri ha invitato i presenti a esserci per abbassare la tensione con la Casa Bianca.
Dunque saranno presenti i due vice premier, Antonio Tajani e Matteo Salvini, il sottosegretario Alfredo Mantovano, ma anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa (che prenderà la parola dal palco) e la responsabile della segreteria di Fratelli d’Italia e sorella della premier, Arianna Meloni. Il ministro degli Esteri sembrava Galeazzo Ciano dopo la sentenza del tribunale di Verona più che un invitato a una festa: «Andremo a Villa Taverna a testa alta e a schiena dritta», ma comunque andrà. Mistero sulla premier.
Dopo la smentita a Dagospia circa una visita di Meloni a Fertitta sul mega-yacht del miliardario texano, in teoria la presidente del Consiglio non dovrebbe andare. Va bene dare il via libera ai suoi ministri, ma esserci forse sarebbe troppo. L’agenda in teoria lo consentirebbe.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





