
Rientrano gli italiani della Flotilla, 'paura per i 2 ancora in Libia'
Comincia il rientro degli attivisti della Flotilla in Italia da Sirte, ma si allungano i tempi per il rilascio di Domenico Centrone e Dina Alberizia, ancora trattenuti dalle autorità libiche assieme ad altre sette...
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Comincia il rientro degli attivisti della Flotilla in Italia da Sirte, ma si allungano i tempi per il rilascio di Domenico Centrone e Dina Alberizia, ancora trattenuti dalle autorità libiche assieme ad altre sette persone, in queste ore forse fermi a Bengasi: c'è apprensione per la loro condizione, di cui non si sa molto. Dai racconti dei componenti della delegazione italiana della carovana umanitaria appena giunti all'aeroporto di Fiumicino, dopo un volo via Istanbul, emergono intanto le rischiose e complesse situazioni vissute negli ultimi giorni: solo lunedì scorso le milizie del generale Khalifa Haftar, che controlla l'est del Paese, hanno attaccato il gruppo di circa duecento persone mentre era accampato a Sirte in attesa del rilascio di dieci loro compagni, tra cui i due italiani fermati domenica con l'accusa di "ingresso illegale" mentre cercavano di negoziare un avanzamento del convoglio, intenzionato a portare aiuti per Gaza raggiungendo il valico di Rafah. Video Flotilla, arrivati in Italia sei attivisti della carovana di terra "Speriamo che tornino presto", commenta il ministro degli Esteri Antonio Tajani a proposito del giovane pugliese Centrone e della piemontese Alberizia, gli unici connazionali ancora bloccati.
Tutti gli altri si sono visti costretti a lasciare rapidamente la Cirenaica. "Il momento dello sgombero è stato molto intenso. Noi eravamo là regolarmente, dotati di visto, come convoglio umanitario.
I dettagli
Ad un certo punto hanno iniziato a spintonarci e chi ha provato a fare resistenza passiva è stato maltrattato', racconta Marco Contadini, di Roma, coordinatore della delegazione italiana. "C'è stato chiesto di andarcene, non potevamo fare altro. Abbiamo fatto resistenza passiva, però alla fine abbiamo dovuto sgomberare il campo per raggiungere un posto più sicuro per noi", aggiunge al racconto Martina Cannatà, di Bologna.
A riaffermare i costanti contatti della Farnesina con le autorità locali è Maria Elena Delia, portavoce della Flotilla, spiegando che nel Paese i procedimenti sono quasi paralizzati a causa delle festività per Eid al Adha, che si svolgono fino al 29 maggio. Dunque il rientro - riflette - avverrebbe "non prima dei prossimi tre giorni". E spiega: "il console ha chiesto di vedere Centrone e Alberizia, senza ottenere al momento risposte concrete.
Alcune voci ci dicono che stanno bene, non sappiamo se sono trattenuti in un ufficio, un hotel o un centro di detenzione e, a quanto ci dicono, dovrebbe essere solo una questione di tempo affinché vengano espulsi, visto che per loro l'ipotesi di accusa sarebbe di ingresso illegale nel Paese". Poi il commento amaro: "Ci aspettavamo che, collaborando anche con la Mezzaluna Rossa, avremmo avuto la licenza di passare, perché noi chiedevamo semplicemente un attraversamento della linea. La mia opinione personale è che ci siano state delle pressioni che siano arrivate dall'Egitto e che all'Egitto siano arrivate a loro volta da Israele".
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





