
Tra campo e bilancio: la doppia sfida dei club al talk Sport&Finanza
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Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Leggi in app Seguici su Discover Tra campo e bilancio: la doppia sfida dei club al talk Sport&Finanza di Franco Vanni Il calcio tra finanza e risultati sportivi. Le ricette degli addetti ai lavori in cerca di un difficile equilibrio al tempo della nuova Champions League 13 Luglio 2026 alle 08:00 3 minuti di lettura Conciliare sostenibilità finanziaria e modello dei campionati aperti, fatto di promozioni, retrocessioni e qualificazione alle coppe europee. È la sfida economica del calcio, soprattutto da quando la nuova formula della Champions League a 36 squadre, varata nella stagione 2024/25, ha cominciato a garantire ricavi enormi a chi riesce a partecipare a torneo.
Una rivoluzione con cui i club stanno imparando a fare i conti, dopo due anni di rodaggio. Sport&Finanza: l’evento, programma e protagonisti Tramontata l’idea di creare una “Superlega” chiusa, sul modello di quelle statunitensi, il mondo del pallone europeo cambia pelle, nel tentativo di adeguarsi a una dinamica che Raffaele Zingone, condirettore generale di Banca Ifis, riassume così: «Le performance sportive condizionano gli aspetti economico-finanziari. Il risultato di una stagione determina la capacità finanziaria di quella successiva e, per i grandi club, la qualificazione alla Champions League è decisiva».
I dettagli
Una variabilità che complica la valutazione del rischio per gli istituti di credito, chiamati a finanziare operazioni da decine o centinaia di milioni di euro. E che rende complesso, per le società sportive, stilare budget attendibili: nessun manager, a inizio stagione, può dare per scontata la qualificazione alle coppe europee. «Per accompagnare questa evoluzione abbiamo avviato una divisione dedicata, Ifis Sport, con professionisti che hanno una conoscenza approfondita dell’ecosistema sportivo», dice Zingone.
IL DOSSIER Scaroni e il valore della Champions A quantificare l’impatto della Champions sui conti dei club è Paolo Scaroni, presidente del Milan, che nella scorsa stagione ha mancato la qualificazione alla massima competizione europea. Negli ultimi tre anni, però, il club ha sempre chiuso i conti in attivo, con ricavi cresciuti, durante la sua presidenza, dai 241 milioni del 2018 ai 495 milioni del 2025. «Per un club come il Milan, la Champions significa ricavi aggiuntivi compresi tra 70 e 130 milioni di euro: può valere circa un quarto del fatturato».
Un livello di incertezza che, osserva Scaroni, «non esiste nelle aziende tradizionali», al punto che «gestire un club è come scalare due montagne contemporaneamente: quella dei risultati sportivi e quella dei risultati finanziari. Se perdi il passo su una, lo perdi anche sull’altra». Oltre ai piazzamenti in campionato e al percorso nei tornei, a determinare il conto economico delle società calcistiche sono sempre più gli sponsor, la vendita di licenze, la biglietteria e le entrate da match day.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





