
Venezia, il centrodestra vince con Venturini al primo turno
Leggi in app Venezia, il centrodestra vince con Venturini al primo turno dal nostro inviato Giampaolo Visetti (ansa) Sorpresa in laguna. Successo dell’assessore di Brugnaro, delusione per il centrosinistra 25 Maggio...
Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Leggi in app Venezia, il centrodestra vince con Venturini al primo turno dal nostro inviato Giampaolo Visetti (ansa) Sorpresa in laguna. Successo dell’assessore di Brugnaro, delusione per il centrosinistra 25 Maggio 2026 Aggiornato alle 20:24 3 minuti di lettura VENEZIA – Sorpresa in laguna: il centrodestra vince già al primo turno alle comunali di Venezia, unico capoluogo di regione alle urne e più significativo test politico nazionale dopo il referendum di marzo e in vista delle politiche dell’anno prossimo. Rispetto ai sondaggi delle ultime settimane che lo davano in testa, Andrea Martella, candidato unitario del centrosinistra largo e segretario regionale del Pd, con più della metà delle sezioni scrutinate si è fermato intorno al 38%.
Enfant prodige dei progressisti e dirigente nazionale, in consiglio comunale nella sua Portogruaro poco più che ventenne, a 58 anni e con cinque legislature da parlamentare alle spalle, Martella è stato sconfitto da Simone Venturini, 38 anni, espressione di una lista civica sostenuta dal centrodestra del governo di Giorgia Meloni. Braccio destro del sindaco uscente Luigi Brugnaro, pure da giovanissimo nelle istituzioni, Venturini, sempre a spoglio ancora in corso, è in vantaggio con circa il 53% delle preferenze. Negli ultimi undici anni e per due legislature, Venturini è stato assessore del partito fucsia di Brugnaro, sindaco-imprenditore al centro di una maxi-inchiesta della Procura lagunare su politica e affari.
I dettagli
Un successo per le forze politiche che sostengono il governo Meloni e una rivincita personale per Brugnaro, da un anno azzoppato dagli scandali. Nel 2020 il sindaco uscente era stato eletto al primo turno con il 54,13%, mentre nel 2015 aveva prevalso sull’ex magistrato Felice Casson con il 53,2%. Al di là del duello personale Martella-Venturini, il voto veneziano si conferma il più impattante test politico nazionale in un Nordest che il centrodestra ha dominato in tutte le ultime elezioni politiche, europee e regionali.
Eloquente la crescita di FdI: a Venezia i meloniani nel 2015 erano al 2,1% e sono passati al 6,5 nel 2020, al 25,5 alle politiche del 2022 e al 26,9 alle europee del 2024. Nello stesso periodo la Lega di Salvini in un decennio è scesa dal 12,3 all’8,1%. In controtendenza, rispetto al Nordest delle regioni orientate a destra, il referendum sulla giustizia: nonostante l’affermazione del sì in Veneto, a Venezia ha prevalso il no con oltre il 55%.
Il Pd alle comunali veneziane di 11 anni fa si era fermato al 16,8%: è risalito al 19,2 nel 2020, al 22,9 alle politiche del 2022 e al 29% alle ultime Europee. In calo anche l’affluenza alle urne: si è fermata al 55,87%, rispetto al 62,23% del 2020: al ballottaggio delle comunali nel 2015 si era recato alle urne il 49,03 dei veneziani. A sostegno di Martella nelle scorse settimane hanno raggiunto Venezia tutti i leader del centrosinistra, con l’eccezione di Carlo Calenda, unico a non dare indicazioni di voto.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





