
Vertice d’emergenza tra Ue e Ucraina: “A ore l’attacco a Kiev”
Leggi in app Vertice d’emergenza tra Ue e Ucraina: “A ore l’attacco a Kiev” di Paolo Brera () Si teme un raid con i letali Oreshnik sulla capitale dopo le minacce di Lavrov L'ascolto è riservato agli abbonati premium 27...
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app Vertice d’emergenza tra Ue e Ucraina: “A ore l’attacco a Kiev” di Paolo Brera () Si teme un raid con i letali Oreshnik sulla capitale dopo le minacce di Lavrov L'ascolto è riservato agli abbonati premium 27 Maggio 2026 alle 01:00 1 minuti di lettura I canali di monitoraggio, in Ucraina solitamente molto affidabili, hanno già diramato l’allarme: il prossimo attacco missilistico russo, l’inizio di quegli «attacchi sistemici e sistematici alla capitale» minacciati dal Cremlino, potrebbe essere questione di ore. «Abbiamo rilevato i preparativi», i russi «stanno ridispiegando aerei strategici dall’Estremo oriente e accumulano droni d’attacco nei siti di lancio». «Facciamo attenzione nei prossimi due giorni», ha scritto ieri su Telegram il sindaco di Ivano-Frankivsk, tra i primi a dare l’allerta.
La minaccia è molto concreta: gli avvistamenti tecnici seguono l’avvertimento comunicato lunedì dal ministro degli Esteri russo Lavrov al suo corrispondente americano Rubio: «Stiamo iniziando attacchi contro obiettivi a Kiev». La portavoce di Lavrov, Zakharova, li ha definiti attacchi «sistemici e sistematici», mirati contro i centri decisionali ucraini. L’incubo si chiama Oreshnik, il missile balistico russo che Mosca presenta come difficilmente intercettabile.
Finora è stato utilizzato senza testata esplosiva, ma a Kiev cresce il timore di un suo impiego convenzionale. Ieri il capo negoziatore ucraino Umerov è volato da Bruxelles a Berlino per partecipare a una «riunione ristretta e riservata» con delegazioni di Germania, Francia e Gran Bretagna su questioni «di sicurezza» dopo le minacce russe, e sul potenziale processo di pace. La sua portavoce ha smentito si trattasse di una «riunione d’emergenza», come diverse fonti lasciavano trapelare.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





