
Zangrillo: “No a Vannacci alleato, ci farà somigliare al campo largo”
Leggi in app Zangrillo: “No a Vannacci alleato, ci farà somigliare al campo largo” di Serena Riformato Paolo Zangrillo (lapresse) Il ministro forzista: “Eliminare i listini bloccati non è garanzia di qualità. È...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app Zangrillo: “No a Vannacci alleato, ci farà somigliare al campo largo” di Serena Riformato Paolo Zangrillo (lapresse) Il ministro forzista: “Eliminare i listini bloccati non è garanzia di qualità. È responsabilità dei partiti candidare i più abili” L'ascolto è riservato agli abbonati premium 02 Luglio 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura Paolo Zangrillo, ministro della Pubblica amministrazione, dirigente forzista e habitué di riunioni a casa di Marina Berlusconi, «l’enfasi sulle preferenze» dice di non capirla proprio: «Non mi sembra che siano la garanzia di un sistema davvero democratico». FdI insiste per introdurle nel Melonellum, nonostante i dubbi vostri e della Lega.
Ritiene debba rinunciare all’emendamento? «Dobbiamo avere il buon senso di trovare una soluzione nella quale tutti si riconoscano. Chi farà un passo indietro, uno o l’altro, non lo so.
I dettagli
Se prevale la spinta alle preferenze, ci adegueremo. Io di certo non sarò contento». Perché è così contrario?
«Non assicurano la qualità della classe politica. Se un candidato raccoglie tanti voti a proprio nome, non significa automaticamente che sia all’altezza dei compiti da svolgere come deputato o senatore». Secondo i favorevoli, poter scrivere il nome sulla scheda riavvicina gli elettori alle urne.
«Peccato non sia così. Alle amministrative e alle Europee ci sono le preferenze ma l’affluenza è sempre più bassa rispetto alle Politiche, che pure non le prevedono da anni». L’obiezione: con le liste bloccate però si compone un Parlamento di soli nominati.
Cosa dicono gli esperti
«È responsabilità della buona politica mettere a disposizione persone che abbiano abilità adeguate alle cariche che devono ricoprire». Non c’è il rischio che i candidati vengano scelti dai leader più per fedeltà che per competenza? «Un partito che ragionasse così, verrebbe punito alle elezioni successive.
Chi preferisce mandare in Parlamento gli amici – anziché eccellere e realizzare il programma – è meglio che cambi mestiere». A proposito di candidature, nelle prossime liste di FI quanto inciderà Marina Berlusconi? «Marina ci segue con grande affetto e attenzione.
E ha tanti motivi per farlo. Primo perché è un’importante imprenditrice, poi perché Forza Italia è la creatura del suo papà. Se ci vorrà dare qualche suggerimento su persone che meritano di essere prese in considerazione, io lo seguirò con piacere».
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





