
Zona rossa e bagni vietati, l’isola blindata per Leone. Subito l’omaggio alle vittime
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July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app Seguici su Discover Zona rossa e bagni vietati, l’isola blindata per Leone. Subito l’omaggio alle vittime dal nostro inviato Salvo Palazzolo Il cimitero di Lampedusa A Lampedusa, eccezionali misure di sicurezza. La protesta delle Ong: “Ancora tanti morti nel Mediterraneo” L'ascolto è riservato agli abbonati premium 03 Luglio 2026 alle 22:13 1 minuti di lettura La signora Maria Grazia, che ha 80 anni, allarga le braccia: «La polizia mi ha detto che il giorno dell’arrivo di Papa Leone a Lampedusa potrò uscire da casa solo alle 8 e tornare dopo le 14».
Fra l’aeroporto, il porto nuovo e il centro di Lampedusa ci sarà una grande zona rossa, questa mattina: lungo le strade dove si muoverà il corteo papale non potrà passare nessuno, neanche a piedi. «Tredici anni fa, non venne fatto nulla del genere quando venne Papa Francesco», borbottano lungo il corso principale, pieno di turisti alle dieci di una mattina assolata. «E la gita in gommone è saltata, hanno chiamato dal service pochi minuti fa», dice una coppia di milanesi appena arrivati.
I dettagli
Mentre il Papa è sull’isola, c’è anche il divieto di fare il bagno nel tratto di mare antistante il Molo Favaloro e la Porta d’Europa, le tappe del viaggio di Leone XIV nella «zattera dove la gente cerca salvezza», come la chiama il sindaco Filippo Mannino. «E la gente di Lampedusa c’è sempre — tiene a precisare il primo cittadino — per tendere una mano a chi arriva da lontano». Oggi, però, sull’isola sembra scorrere anche un po’ di preoccupazione per la macchina della sicurezza arrivata sull’isola, fra artificieri che controllano i tombini e tiratori scelti.
«Ben vengano tutti questi controlli — sussurrano al porto mentre gli operai sistemano il palco — il Papa dirà di certo parole forti che non piacciono ai potenti». La visita di Leone XIV viene rilanciata anche dalla Federazione delle chiese evangeliche, impegnata da dodici anni a Lampedusa: «Ci auguriamo che questo momento importante possa fare nascere una riflessione profonda sulle politiche europee di chiusura», dice Marta Bernardini, coordinatrice di “Mediterranean Hope”. «C’è stato un incremento esponenziale dei morti nel Mediterraneo centrale — ribadisce Edoardo Avio, coordinatore di Maldusa durante la conferenza stampa delle Ong — sono più di 1300 nei primi sei mesi dell’anno».
Le organizzazioni non governative criticano la scelta del Papa di non visitare l’hotspot di contrada Imbriacola: non è più un lager, come un tempo, oggi è gestito dalla Croce Rossa, «ma resta il grande buco nero dell’isola — dicono le associazioni — un luogo di identificazione e detenzione». Appena arriverà a Lampedusa, il Papa andrà al cimitero: «Lì riposa il piccolo Yusuf, un bambino morto a pochi mesi — dice Oscar Camps, fondatore di Open Arms — quel cimitero racconta il fallimento collettivo dell’Europa». Questo è un articolo a pagamento, ma oggi te lo regaliamo.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





