
Borse sotto scacco, pesano le vendite sui titoli tech
E' arrivato per le Borse di tutto il mondo il momento di un 'bagno di realtà': dopo la rincorsa ai record degli indici spinti dal boom dell'AI e, in Italia al traino del risiko bancario sono arrivate le prese di...
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Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. E' arrivato per le Borse di tutto il mondo il momento di un 'bagno di realtà': dopo la rincorsa ai record degli indici spinti dal boom dell'AI e, in Italia al traino del risiko bancario sono arrivate le prese di profitto. La preoccupazione che le valutazioni del settore tecnologico fossero gonfiate ha innescato una nuova ondata di volatilità dopo quasi tre mesi di impennata degli asset più rischiosi. Le perdite sono state più marcate in Asia, dove il Kospi sudcoreano ha perso il 10% rispetto al suo massimo storico ma non hanno risparmiato Tokyo (-3,55%) ne lo Shenzhen (-2,35%).
In Europa lo Stoxx Europe 600 è arrivato a cedere fino all'1,3% prima di recuperare parte delle perdite e chiudere in ribasso dello 0,7 per cento. Un calo in generale più contenuto perchè compensato dalla sovraperformance di altri settori come energia e 'difensivi' come sanità, alimentari, bevande e cura della persona. Londra si è fermata appena sotto la parità (-0,09%) reagendo positivamente alla crisi politica; Parigi ha ridotto il calo allo 0,7%, più debole Francoforte (-0,9%) e maglia nera per Milano che per un attimo ha perso anche la soglia dei 52mila punti; a fine seduta il calo archiviato è dell'1,46% con vendite a pioggia su tecnologici, auto e banche.
I dettagli
A Wall Street il Dow Jones tiene (+0,22% intorno a metà seduta) rassicurato dall'allentamento delle tensioni geopolitiche e da solidi utili delle blue chip. Tuttavia, il rally tecnologico ha recentemente subito una battuta d'arresto a causa dei timori sulla giustificazione dei miliardi di dollari spesi dalle grandi aziende e il Nasdaq in avvio di seduta è crollato del 3%; nel corso degli scambi tenta il recupero mentre l'indice chiave dei produttori di chip è crollato del 7% dopo essere più che raddoppiato rispetto ai minimi storici dovuti alla guerra. In cerca di rifugio, i titoli di Stato sono saliti e tra le valute lo yen giapponese e il franco svizzero hanno sovraperformato le altre.
Al contrario, il Bitcoin ha perso il 3 per cento. Il prezzo del petrolio cala (73,55 dollari), con le petroliere che hanno intensificato il transito nello Stretto di Hormuz dopo l'accordo di pace provvisorio tra Stati Uniti e Iran. Gli analisti e i trader mantengono il sangue freddo, "il mercato nel suo complesso rimane sostenuto da solidi fondamentali" commenta un gestore e continua a raccomandare un sovrappeso sulle azioni anche se diversificando i portafogli per gestire il rischio.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





