
David di protesta, il cinema vuole tornare a sognare. Trionfa il film “Le città di pianura”
Leggi in app David di protesta, il cinema vuole tornare a sognare. Trionfa il film “Le città di pianura” di Arianna Finos (agf) La protesta di attori e maestranze arriva sul palco dell’edizione numero 71 degli Oscar...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app David di protesta, il cinema vuole tornare a sognare. Trionfa il film “Le città di pianura” di Arianna Finos (agf) La protesta di attori e maestranze arriva sul palco dell’edizione numero 71 degli Oscar italiani L'ascolto è riservato agli abbonati premium 07 Maggio 2026 alle 01:38 2 minuti di lettura L’edizione 71 dei David di Donatello si muove tra il contrasto di due immagini: dentro Cinecittà gli abiti da sera, i riflettori e il tappeto rosso, fuori, sotto la pioggia, le maschere bianche del “contro David”. In mezzo c’è il cinema italiano oggi: creativo, in crisi e in rivolta.
La cerimonia si svolge nello studio 23 di Cinecittà, ma anche, dall’altra parte di via Tuscolana, nel presidio dei lavoratori dello spettacolo, tra piumini sgonfi di pioggia, qualche bandiera e la richiesta di non sentirsi più invisibili. La serata è condotta, con ritmo, da Bianca Balti e Flavio Insinna, che affronta subito il tema della giornata: «Un Paese che non difende i nostri film e il cinema è un Paese che smette di sognare e di sognarsi migliore, lo dico senza bandiere». Sul palco si incrociano due generazioni: quella di Francesco Sossai, con Le città di pianura che trionfa con otto premi, tra cui film, regia e protagonista Sergio Romano, e quella di Damiano Michieletto, quattro David a Primavera.
I dettagli
Accanto a loro ci sono autori ormai consolidati come Paolo Sorrentino e Mario Martone con Fuori. E poi due figure entrate nella storia del nostro cinema, Stefania Sandrelli («Il 5 giugno compio ottant’anni, festeggio insieme alla Repubblica») e Gianni Amelio, che oggi non sembrano così lontani dai manifestanti dall’altra parte della strada: lei è diventata uno dei simboli della battaglia sulle pensioni degli artisti, lui continua a raccontare quello del cinema come un mestiere ancora vissuto con precarietà. Gianni Amelio receives Special David award during the 71th edition of the David di Donatello Awards at Cinecitta Studios, in Rome, Italy, 6 May 2026.
ANSA/GIUSEPPE LAMI (ansa) Nella serata è la politica a tenere banco. Sossai e Adriano Candiago, sul palco per la sceneggiatura originale: «Il cinema è lo specchio del Paese, continuiamo a scrivere tutti, per piacere, e a raccontarci», dice Sossai, mentre Candiago cita Sergio Mattarella: «Nel ’46 la gente andava a vedere Sciuscià e vedeva se stessa sullo schermo. È una responsabilità enorme che abbiamo».
Matilda De Angelis vince come attrice non protagonista per e consegna uno dei momenti più emotivi: definisce Goliarda Sapienza — cui è dedicato il film di Mario Martone — «un’artista indomita, straordinaria, rivoluzionaria», spesso «censurata e ostacolata» in vita. E sulla protesta in corso fuori da Cinecittà: «Mi dispiace che si debba arrivare a umiliare un’intera categoria per ricordarci che esiste, quella dei lavoratori e delle lavoratrici del cinema e dello spettacolo che sono la mia famiglia». Chiude tra gli applausi: «In questo momento l’amore mi sembra un atto piuttosto politico e sociale.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





