
Fibromialgia, la neuroinfiammazione svela l'origine del dolore cronico
È la neuroinfiammazione la chiave biologica della fibromialgia, una sindrome cronica caratterizzata da dolore muscolo-scheletrico diffuso, che in Italia colpisce circa 1,5 milioni di persone, soprattutto donne tra i 25...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. È la neuroinfiammazione la chiave biologica della fibromialgia, una sindrome cronica caratterizzata da dolore muscolo-scheletrico diffuso, che in Italia colpisce circa 1,5 milioni di persone, soprattutto donne tra i 25 e i 55 anni. Dopo anni di diagnosi difficili per l'assenza di marcatori certi, la ricerca punta ora sulla microglia, le cellule che costituiscono immunitario del cervello che proteggono sia quest'organo che il sistema nervoso centrale: quando rimane attivata troppo a lungo, alimenta il dolore cronico attraverso il rilascio di sostanze infiammatorie. "Come recentemente pubblicato sulla rivista International Journal of Molecular Sciences ci sono numerose evidenze a supporto dell'attivazione microgliale nella fibromialgia ed in altre forme di dolore nociplastico - spiega Flaminia Coluzzi, del Dipartimento di Scienze Medico-Chirurgiche e Medicina Traslazionale dell'Sapienza Università di Roma-.
Oggi alcune tecniche di neuroimaging, applicabili alla ricerca, ma ancora non alla pratica clinica, aprono la speranza a nuove possibilità diagnostiche per la fibromialgia, che consentano di acquisire evidenze documentabili. Nello stesso tempo - continua- confermano i risultati clinici già noti che dimostrano come l'associazione della palmitoiletanolamide ultramicronizzata con altre terapie standard, come duloxetina e pregabalin, possa migliorare significativamente la qualità dell'analgesia. Un dato che finalmente prova come il dolore non sia solo nella testa dei pazienti, troppe volte etichettati come affetti da disturbi puramente psicologici".
I dettagli
Il trattamento della fibromialgia tuttavia resta complesso. "Nel gestire un paziente con fibromialgia, occorre tener presente che non esiste attualmente una cura o un trattamento sintomatico che abbia una superiorità indiscussa rispetto ad altri - prosegue-. I farmaci maggiormente utilizzati sono gli antidepressivi, i gabapentinoidi, gli ansiolitici ed i miorilassanti.
Inoltre, quando si legge di nuove terapie recentemente approvate oltreoceano, ricordiamo che si tratta di riformulazioni di farmaci già disponibili, come la ciclobenzaprina". La sfida per il 2026 sarà distinguere le diverse forme di fibromialgia per sviluppare terapie sempre più mirate. "Solo identificando chiaramente i meccanismi alla base della patologia sarà possibile identificare trattamenti target", conclude Coluzzi.
Iss lancia 'Studio Fibra', per comprendere il dolore della fibromialgia Una ricerca per approfodire il legame tra fibromialgia, condizione cronica che colpisce tra il 2 e l'8% della popolazione, soprattutto donne tra i 40 e i 60 anni, benessere psicologico e percorso di cura. E' l'niziativa dell'Istituto Superiore di Sanità che, in occasione della Giornata mondiale della fibromialgia, che si celebra domani 12 maggio, lancia "Studio Fibra".
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





