
Giuli licenzia i vertici del suo staff, Fdi abbassa la tensione 'normali avvicendamenti'
Nuovo scossone all'interno del Ministero della Cultura, che nel corso della legislatura ha attraversato diverse fasi turbolente, dalle dimissioni dell'ex sottosegretario Vittorio Sgarbi, fino a quelle dell'ex ministro...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Nuovo scossone all'interno del Ministero della Cultura, che nel corso della legislatura ha attraversato diverse fasi turbolente, dalle dimissioni dell'ex sottosegretario Vittorio Sgarbi, fino a quelle dell'ex ministro Gennaro Sangiuliano. L'ultima rivoluzione riguarda i vertici dello staff del ministro Alessandro Giuli, che ha pronti - come anticipato da Corriere. it - i decreti di revoca per Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del Mic e uomo di fiducia del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, e per Elena Proietti, a capo della segreteria personale del ministro.
La motivazione sarebbe nella gestione dell'erogazione dei finanziamenti al documentario su Giulio Regeni, che non ha ricevuto i fondi nonostante la richiesta del produttore. Fratelli d'Italia, però, tramite il suo capodelegazione al governo Francesco Lollobrigida getta acqua sul fuoco. "Il ministro Giuli ha ritenuto, come è d'altronde suo diritto, modificare l'assetto della sua segreteria - afferma -.
I dettagli
Il gabinetto deve corrispondere alle esigenze funzionali, almeno per alcuni ruoli direttamente dipendenti dal ministro, a un rapporto di totale sintonia. Sono certo che il collega Giuli saprà individuare le persone più idonee". Per quanto riguarda Merlino e Proietti, aggiunge Lollobrigida, "ritengo sapranno essere utili in altri ruoli nell'ambito istituzionale poiché la loro esperienza e capacità è, per quanto mi riguarda, indiscussa".
Bocche cucite a Palazzo Chigi sulla vicenda. Anche se la presa di posizione del ministro capodelegazione viene letta in ambienti della maggioranza come un richiamo alla cautela e alla riflessione su certe operazioni, un richiamo - è il senso del ragionamento - in cui trasparirebbe anche il pensiero della premier Giorgia Meloni. E dove emerge tra l'altro un attestato di stima per i due funzionari chiamati in causa.
Con le parole di Lollobrigida sulla necessità di ricollocare i due esponenti di spicco di Fdi. Secondo l'opposizione, dietro all'accaduto ci sarebbe un regolamento di conti all'interno di Fratelli d'Italia, che fa il paio con le divisioni sulla presenza della Russia alla Biennale e il licenziamento di Beatrice Venezi da direttrice della Fenice. Anche se dal ministero non arrivano conferme, Giuli ha licenziato Merlino per non aver vigilato sulla vicenda del documentario su Giulio Regeni, a cui il ministero ha negato i finanziamenti.
Il ministro aveva bollato come "inaccettabile" il rifiuto, di cui non era a conoscenza a differenza, a quanto pare, del responsabile della segreteria tecnica. Nel corso della cerimonia al Quirinale per i premi David, Giuli, parlando del docufilm, aveva promesso "di mettere ordine e un sovrappiù di coscienza morale laddove hanno prevalso invece l'opacità o l'imperizia". Poi, il giorno dopo, Giuli aveva garantito che il film avrebbe usufruito "di un altro canale di sostegno, perché è un caso unico".
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





