
Gli iraniani piangono il loro martire, 'ci vendicheremo'
Una folla immensa, per lo più vestita di nero, si è radunata questa mattina dalle 6 locali (le 4.30 italiane) nella Grande Moschea di Mosalla a Teheran per dare l'ultimo saluto al leader iraniano Ali Khamenei, ucciso...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Una folla immensa, per lo più vestita di nero, si è radunata questa mattina dalle 6 locali (le 4. 30 italiane) nella Grande Moschea di Mosalla a Teheran per dare l'ultimo saluto al leader iraniano Ali Khamenei, ucciso nel primo giorni degli attacchi Usa-Israele. Molti piangono, invocano vendetta e si battono ritmicamente il petto.
"Questo esercito è venuto qui per amore del leader", recita uno striscione. Alcuni tra la folla portano cartelli con l'immagine di Donald Trump e la scritta "Ci sarà sangue". Un oratore funebre ha cantato: "Siamo qui per la vendetta, non solo per un funerale".
I dettagli
I familiari del defunto leader hanno partecipato alla cerimonia, ad eccezione del figlio e successore, Mojtaba Khamenei, che non è mai stato visto in pubblico dalla sua nomina a leader. "Il defunto leader ha sacrificato la sua vita per la sua causa ed è rimasto fedele fino alla fine, e ora è nostro dovere continuare il suo cammino per sconfiggere i nemici, in particolare gli Stati Uniti e Israele", dichiara all'ANSA Bahman, insegnante di 60 anni. Un'impiegata governativa, Somayeh, che indossa un chador nero e sventola una bandiera con il colore rosso della 'vendetta', dice: "Forse non siamo stati buoni soldati per il defunto leader, ma lo saremo certamente per suo figlio, la Guida Suprema Mojtaba Khamenei.
Ora siamo più consapevoli dei nostri doveri e sventeremo i complotti dei nemici". Salman, 35 anni, che partecipa insieme alla moglie e alla figlia, dice di non riuscire a credere alla morte del defunto leader: "Non dimenticheremo il suo martirio, così come quello degli studenti della scuola di Minab e di altri civili", ha assicurato aggiungendo: "Ci vendicheremo sicuramente per questi crimini". Nell'enorme, affollato cortile della grande moschea si agita una mare di bandiere iraniane, di bandiere rosse e di bandiere gialle dell'Hezbollah libanese.
Sopra la cupola della grande moschea è stata issata una bandiera con lo slogan in arabo "Ya Latharat Al-Hussein": appello alla vendetta per il martirio del terzo imam sciita, Hussein. Sulla parete dietro le bare è visibile un versetto coranico che significa: "... Alzatevi per Allah, in coppia e individualmente".
Cosa dicono gli esperti
"Vendicheremo senz'altro il suo sangue - ha dichiarato Arash - Tutti qui sono venuti per vendicare il sangue del loro Leader Supremo. Come ha detto il nostro leader, abbiamo una faida di sangue con gli Stati Uniti. I nostri rapporti con gli Stati Uniti non saranno mai buoni".
Se la moschea è piena, moltissime persone si sono radunate anche nelle strade intorno, bloccate al traffico di auto e motociclette. Sono stati dispiegati servizi di supporto, tra cui acqua, ospedali da campo e ambulanze, in diverse zone della moschea, e autobotti spruzzano acqua sulla folla, con temperature già di prima mattina vicine ai 30 gradi che raggiungono i 37 a mezzogiorno.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





