
Il capo di Stato maggiore Masiello: “Ritiro Usa? I piani non cambiano e ci addestriamo con loro”
Leggi in app Il capo di Stato maggiore Masiello: “Ritiro Usa? I piani non cambiano e ci addestriamo con loro” di Gianluca Di Feo Intervista al generale dell’Esercito: “Puntiamo su droni e tecnologie per affrontare i...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Il capo di Stato maggiore Masiello: “Ritiro Usa? I piani non cambiano e ci addestriamo con loro” di Gianluca Di Feo Intervista al generale dell’Esercito: “Puntiamo su droni e tecnologie per affrontare i conflitti del futuro” L'ascolto è riservato agli abbonati premium 04 Maggio 2026 alle 01:00 7 minuti di lettura La nuova tuta mimetica sarà distribuita a partire da oggi, in occasione della festa dell’ Esercito , e testimonia la trasformazione dei soldati italiani. C’è molto grigio, per i combattimenti nei centri urbani e nei tunnel che caratterizzano i conflitti contemporanei.
E’ il cambiamento più evidente, ma non l’unico perché tutti i militari stanno imparando a usare i droni: “Si devono rendere conto che ormai il drone è come il fucile, fa parte del loro zaino. Abbiamo distribuito ai reparti le stampanti 3D in modo che possano costruire i quadricotteri da soli: è l’unico modo di stare al passo con l’evoluzione di strumenti che invecchiano nel giro di pochi mesi”. Da due anni il capo di Stato maggiore, il generale di corpo d’armata Carmine Masiello , lavora senza tregua per adeguare l’Esercito alle sfide di un mondo in cui i conflitti si moltiplicano.
I dettagli
Ha l’esperienza di paracadutista accumulata in tutte le missioni all’estero degli ultimi 35 anni a cui unisce una visione innovativa, che presenta sempre in modo diretto. Iran, le news sulla guerra in diretta Trump lascia l’Europa: “Via oltre cinquemila soldati dalle basi in Germania” Missione di Rubio a Roma. Occhi sul comando Nato di Napoli Gli Usa sono il Paese in cui la benzina è cresciuta di più Basi Usa in Italia: ecco quanto servono all’Italia e quanto agli Stati Uniti Iscriviti a " La sottile linea rossa ", la nuova newsletter di Gianluca Di Feo Generale Masiello, dall’Iran all’Ucraina siamo circondati da guerre e crisi.
Che lezioni ne state traendo? “Ogni conflitto ha una sua fisionomia e questo è esattamente il punto: non esiste un unico paradigma. In Ucraina assistiamo a combattimenti su larga scala con un confronto tra forze corazzate e meccanizzate, artiglieria, trincee, e al tempo stesso sciami di droni FPV, attacchi in profondità con droni a lungo raggio su infrastrutture in territorio russo, guerra elettronica pervasiva.
Gaza ci ha restituito la centralità del combattimento in ambiente urbano e sotterraneo: carri armati nelle strade, tunnel, difesa missilistica integrata, con il coinvolgimento massiccio della popolazione civile. Lo scenario iraniano ha proiettato il conflitto su scala regionale: bombardamenti aerei sistematici, grandi unità navali e terrestri insomma una dimensione che evoca scontri tra potenze di livello superiore. Il Venezuela, con “l’operazione Maduro”, ci ha infine ricordato che esistono scenari in cui elicotteri, forze speciali e intelligence rimangono l’elemento determinante.
La lezione è chiara: o siamo pronti a tutto o siamo già in ritardo”. E in ordine di priorità, a cosa dedicate più attenzione?
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





