
Il ministro della Cultura Giuli un'ora a palazzo Chigi, Meloni ribadisce sostegno
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli, a quanto si apprende, è stato circa un'ora a Palazzo Chigi. Giuli è arrivato attorno alle 15.15 nella sede del governo, pochi minuti prima della presidente del Consiglio...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli, a quanto si apprende, è stato circa un'ora a Palazzo Chigi. Giuli è arrivato attorno alle 15. 15 nella sede del governo, pochi minuti prima della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Ieri è emersa la notizia della decisione di Giuli di cambiare i vertici del proprio staff, con i decreti di revoca per Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del Mic e uomo di fiducia del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, e per Elena Proietti, a capo della segreteria personale del ministro. "Da parte della presidente del Consiglio è stata ribadita la piena volontà di sostenere l'azione di un Ministero centrale per l'Italia. È emersa, anche sul piano formale, la solidità di un rapporto cordiale e proficuo tra il capo del governo e il ministro Giuli, relegando le polemiche emerse nelle ultime settimane alla normale dialettica politica, in un contesto reso particolarmente complesso dall'attuale scenario internazionale".
I dettagli
Lo riferiscono fonti Palazzo Chigi, dopo l'incontro "chiesto e ottenuto" dal ministro della Cultura Alessandro Giuli con la premier Giorgia Meloni "al fine di confermare e ribadire la piena sintonia all'interno dell'azione di governo". "State creando un caso sul niente". Lo ha detto Arianna Meloni, capo della segreteria politica e responsabile del tesseramento di Fratelli di Italia, rispondendo ai giornalisti che le hanno chiesto se il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, sia un problema per il governo in merito all'ipotesi di revoca degli incarichi al capo della segreteria tecnica e la segretaria personale.
La sorella della premier è ad Andria per un appuntamento elettorale, città che i prossimi 24 e 25 maggio rinnova il Consiglio comunale. "È, diciamo, una dinamica naturale che un ministro possa scegliere o meno il proprio collaboratore, sinceramente non vedo la notizia - ha continuato - come al solito c'è chi parla di risultati, di risposte e chi invece fa gossip, basso chiacchiericcio". Sulla vicenda è intervenuto anche il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami: "Oggi registro che il tema diventa che due dipendenti del ministero vengono rimossi.
Non mi sembra una cosa così enorme. Io da viceministro ho sostituito il mio capo segreteria perché banalmente abbiamo ritenuto, tra l'altro d'intesa, di procedere in una certa direzione. Credo si possano contare numerosi casi di capi di segreteria avvicendati in tutti i ministeri, in questo governo e nei precedenti.
Cosa dicono gli esperti
Invece questo episodio è il punto principale di oggi, con paginate di giornale sul tema. Se sono questi gli argomenti su cui la sinistra deve fare polemica, vuol dire che il resto va abbastanza bene". Sul caso del film su Regeni, Bignami ha commentato: "I fatti dicono che c'è una commissione che valuta.
Probabilmente chi accusa viene da una cultura per la quale bisogna intervenire a gamba tesa sul lavoro delle commissioni autonome e indipendenti e condizionare e indirizzare gli esiti della stessa".
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





