
Il regista russo dissidente Zvyagintsev torna a Cannes dopo il coma e l’esilio con il suo “Minotaur”
Leggi in app Il regista russo dissidente Zvyagintsev torna a Cannes dopo il coma e l’esilio con il suo “Minotaur” dalla nostra inviata Chiara Ugolini () Erano nove anni che il regista di “Leviathan” e “Loveless” non...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Il regista russo dissidente Zvyagintsev torna a Cannes dopo il coma e l’esilio con il suo “Minotaur” dalla nostra inviata Chiara Ugolini () Erano nove anni che il regista di “Leviathan” e “Loveless” non girava un film. Ha rischiato di morire per colpa di un vaccino anti Covid 20 Maggio 2026 alle 08:51 1 minuti di lettura CANNES – Il regista russo dissidente Andrej Zvyagintsev, conosciuto dai cinefili per i film Leviathan e Loveless è tornato al festival dopo nove anni. In questo tempo è successo di tutto a livello personale e politico.
Mentre Putin invadeva l’Ucraina il regista è entrato in coma, a seguito di una grave reazione al vaccino russo Sputnik V nel 2021, poi è rimasto per un anno su una sedia a rotelle. Per attivare l'iscrizione alla newsletter The dreamers, dedicata al cinema e alle serie tv, clicca qui Dopo essersi curato in Europa, dove ora vive in esilio, il cineasta sessantaduenne ha iniziato a lavorare a Minotaur, in concorso nella sezione principale di Cannes. Due volte candidato al premio Oscar, il regista non realizzava un film da nove anni, fermato dalla malattia ma anche da problemi di natura produttiva dopo che i suoi precedenti film gli hanno causato non pochi problemi con il governo di Putin.
I dettagli
"La pandemia mi ha colpito duramente. Ero costretto a letto. Non riuscivo a muovere le mani.
Non riuscivo a muovere le gambe", ha dichiarato a The Hollywood Reporter in vista della première a Cannes. "Leviathan" in sala il 7 maggio dopo Cannes e il Golden Globe () Questo nuovo film Minotaur (molto applaudito ieri sera alla première) riparte dalla denuncia della corruzione dell’amministrazione russa. Definito una favola politica ambientata nella Russia del 2022, il film ha per protagonista Gleb, affermato dirigente d'azienda, che si ritrova sotto assedio: a causa dell’operazione speciale in Russia si ritrova a dover sacrificare alcuni dei suoi lavoratori e mentre la pressione si fa sempre più alta e molti giovani trovano un modo per lasciare il paese, Gleb scopre che sua moglie lo tradisce.
Il film è stato girato in Lettonia ed è un libero adattamento del thriller erotico del 1969 del regista francese Claude Chabrol La moglie infedele si concentra sull'élite russa dopo l'invasione dell'Ucraina del 2022 per raccontare il fallimento morale e il vizio nella Russia contemporanea tra corruzione e violenza. “Il film è ambientato nel settembre 2022 e questa è probabilmente la pagina più tragica, più difficile, della storia del paese – dice il regista – È in quel momento che è stata dichiarata la mobilitazione generale nel paese. Quello che sta succedendo tra Russia e Ucraina, vivendo in un mondo libero dalla censura, certo, si può ricorrere a favole sui supereroi, si può usare il linguaggio della guerra, ma non si può dire quello che succede dietro la propria finestra.
Per me sarebbe stato semplicemente, assolutamente impossibile”.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.




