
Il sindaco di Modena: 'L'uomo immobilizzato anche da stranieri'. L'eroe Signorelli: 'L'Italia non è morta'
"Oltre a ringraziare ancora una volta Luca Signorelli", il primo ad intervenire per bloccare Salim El Koudri ieri a Modena, "sottolineo che tra quelli che lo hanno immobilizzato c'erano cittadini stranieri, quindi non...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. "Oltre a ringraziare ancora una volta Luca Signorelli", il primo ad intervenire per bloccare Salim El Koudri ieri a Modena, "sottolineo che tra quelli che lo hanno immobilizzato c'erano cittadini stranieri, quindi non bisogna mai generalizzare come si fa in queste ore, vedo tanti avvoltoi". Così il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, arrivando all'ospedale di Baggiovara, spiegando che sono intervenuti due egiziani, oltre a Signorelli, e poi anche alcuni negozianti pachistani di negozi della via, per bloccare il 31enne. Video Sindaco Modena: 'Tanti avvoltoi alimentano odi e rancori per lucrare politicamente' "Dobbiamo guardarci - ha detto - da due pericoli in questo momento: il pericolo di questi attentatori o comunque questi pazzi che scatenano questi drammi, ma anche da quegli avvoltoi che invece di unire la comunità alimentano gli incendi, gli odi e i rancori per lucrare politicamente.
Fortunatamente devo dire che le diverse forze politiche comprese anche in particolare quelle d'opposizione della città, Forza Italia, Fratelli d'Italia, hanno avuto un atteggiamento molto equilibrato e molto responsabile e non hanno inseguito, questo terreno, questa deriva di sciacallaggio". Video Modena, il momento in cui alcuni passanti bloccano El Koudri "Ho fatto vedere che l'Italia non è morta, c'è ancora". Lo ha detto ai giornalisti fuori dall'ospedale di Modena Baggiovara Luca Signorelli.
I dettagli
Signorelli ha incontrato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni: "Mattarella mi ha fatto i complimenti, mi ha detto che ho fatto un gesto eroico". Signorelli si è commosso tornando a ieri, "sembrava una scena di Beirut, di Gaza. Ho visto gente voltarsi dall'altra parte perché aveva paura.
A volte bisogna rispondere". "Mi sono reso conto del pericolo, per due volte, prima di essere investito e poi quando mi ha accoltellato", ha continuato Signorelli. Con le altre persone intervenute "non ci siamo detti granché, ognuno ha poi pensato a soccorrere le persone ferite".
L'indagato "blaterava qualcosa in italiano con accento straniero, non ricordo cosa diceva". Dopo uno stress del genere è difficile rispondere, mi sto riprendendo, mettiamola così... ho rischiato la vita.
ieri non avevo una gran cera, ma lo rifarei. Non puoi chiedere a una persona di essere un eroe, una persona lo fa, punto, sono cose che fai". "Quando mi sono trovato corpo a corpo con uno armato di coltello che mi ha tirato un colpo al cuore", ha detto ancora Signorelli che ha lavorato come programmatore Plc ora ha fatto un concorso come insegnante tecnico professionale per le superiori.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





