
La grotta della morte alle Maldive, il team finlandese tenta il recupero dei corpi degli italiani
Per recuperare gli altri quattro, dei cinque sub che non sono rientrati il 14 maggio da un'immersione alle Maldive, sono già sul posto e tenteranno da domattina l'impresa tre specialisti del Dan Europe (Divers Alert...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Per recuperare gli altri quattro, dei cinque sub che non sono rientrati il 14 maggio da un'immersione alle Maldive, sono già sul posto e tenteranno da domattina l'impresa tre specialisti del Dan Europe (Divers Alert Network Europe), fondazione medica e di sicurezza e assicurazione per sub. L'incidente risale al 14 maggio, nelle acque di Alimathaa, nell'atollo di Vaavu, quando sullo yacht Duke of York, che ospitava altre venti persone, non sono mai risaliti Monica Montefalcone, 51 anni, docente in Ecologia all'ateneo di Genova, sua figlia Giorgia Sommacal, 23 anni, la ricercatrice Muriel Oddenino, 31 anni, di Poirino, nel Torinese, la guida sub Gianluca Benedetti, 44 anni, di Padova, e il neolaureato Federico Gualtieri, 23 anni, di Omegna (Verbano-Cusio-Ossola). Il giorno dopo era stato recuperato il corpo di Benedetti.
Ieri il tragico tentativo di un militare del posto, il sergente maggiore Mohamed Mahudhee della Maldives National Defence Force, morto dopo un malore in immersione. Oggi sono arrivati alle Maldive i tre soccorritori. Sono finlandesi: Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist, una donna e due uomini.
I dettagli
Paakkarinen ha scoperto numerosi relitti storici della Seconda guerra mondiale nel Baltico e mappato sistemi di grotte complesse e guiderà il gruppo. Westerlund è specializzata in mappatura e riprese e da tempo collabora con gli altri due del team. Grönqvist è un vigile del fuoco, sommozzatore di soccorso e subacqueo tecnico, con un bagaglio di immersioni in miniera e in grotta.
I loro profili social parlano chiaro: i paesaggi marini con vista dall'alto sono scarsi, lo stesso immagini con mille colori familiari ai sub amatoriali. Ci sono attrezzature avanzate e pesanti e tutto il buio degli abissi, illuminato solo dalle loro torce. Le prossime ore "saranno interamente dedicate ai controlli delle attrezzature, alla logistica dei gas, alla valutazione ambientale e alla pianificazione dell'immersione, nell'ambito di un'operazione che rimane complessa e ad alto rischio in ambiente profondo e ostruito" spiega Dan Europe, con il ceo, Laura Marroni, in stretto coordinamento con la Maldives National Defence Force (Mndf) e in contatto con le autorità italiane a Malé.
"Il sito presenta caratteristiche operative complesse, con accesso a profondità tra 55 e 60 metri e un sistema sommerso di centinaia di metri con più camere e passaggi interni", tanto da rendere necessaria la pianificazione anche sul piano medico, ha spiegato Chiara Ferri, direttrice medica Dan Europe, "in particolare quando richiede supporto intensivistico avanzato e trattamento iperbarico urgente".
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





