
L’AI ha sostituito i ghostwriter? Come stanno cambiando i contenuti nelle Big Tech e il caso David Johnson-Igra
Per anni il lavoro dei ghostwriter è rimasto invisibile ma centrale nel mondo tech, ma cosa sta succedendo adesso con l’AI?Infatti, dietro molti post LinkedIn dei CEO e riflessioni pubblicate da dirigenti di aziende...
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Uno sviluppo di rilievo scuote i mercati delle criptovalute. Per anni il lavoro dei ghostwriter è rimasto invisibile ma centrale nel mondo tech, ma cosa sta succedendo adesso con l’AI? Infatti, dietro molti post LinkedIn dei CEO e riflessioni pubblicate da dirigenti di aziende come Amazon, Meta, GitHub o OpenAI si nascondeva spesso il lavoro di professionisti specializzati nel costruire una voce pubblica credibile. Tra questi c’era anche David Johnson-Igra, ghostwriter attivo da anni nel settore tecnologico, che nel giro di poche settimane ha però visto sparire quasi tutti i suoi clienti.
Il momento coincide con il rilascio di Anthropic Claude 3 Opus, un modello AI che nel 2025 aveva attirato enorme attenzione per le sue capacità di scrittura avanzata. Johnson-Igra non afferma con certezza che sia stata l’intelligenza artificiale a causare il crollo del suo business, in quanto anche i tagli di budget nel settore tech hanno avuto un peso. Tuttavia, il tempismo gli è sembrato significativo.
Dinamiche di mercato
Proprio mentre le aziende iniziavano a interrogarsi su come produrre contenuti più rapidamente e a costi inferiori grazie ai modelli linguistici, molti incarichi tradizionali di scrittura hanno iniziato a scomparire. Dalla crisi improvvisa alla reinvenzione: quando l’intelligenza artificiale cambia il lavoro creativo Ad ogni modo, la vicenda racconta bene una trasformazione più ampia che sta attraversando il mercato digitale. L’intelligenza artificiale non sta soltanto automatizzando alcune attività: sta modificando il valore percepito del lavoro creativo.
Per molti mesi il dibattito si è concentrato soprattutto sulla possibilità che strumenti come Claude o ChatGPT sostituissero copywriter, marketer e creator. Poi, gradualmente, è emerso anche un altro problema: la crescente saturazione di contenuti generati artificialmente. Nel settore tech si è iniziato a parlare sempre più spesso di “AI slop”, cioè contenuti prodotti in massa, spesso privi di personalità, profondità o reale visione strategica.
Ed è proprio in questo passaggio che Johnson-Igra ha deciso di reinventare completamente la propria attività. Invece di limitarsi a scrivere testi per i clienti, ha iniziato a costruire sistemi di contenuto alimentati dall’AI. Non vende più semplicemente articoli o post social: vende infrastrutture editoriali personalizzate che combinano competenze umane e modelli linguistici.
Impatto sui mercati
Un cambiamento che mostra come il mercato stia premiando non tanto chi usa l’intelligenza artificiale, ma chi riesce a integrarla in modo sofisticato. Il “secondo cervello” per dirigenti e aziende: come funzionano i nuovi sistemi AI Il cuore del nuovo approccio di Johnson-Igra è quello che definisce un “secondo cervello” digitale. Nel mondo del ghostwriting esistono da sempre documenti interni che aiutano a mantenere coerente la voce di un dirigente: tono, lessico, argomenti preferiti, stile comunicativo.
Oggi però questi archivi statici stanno evolvendo in qualcosa di molto più avanzato. Johnson-Igra utilizza infatti sistemi basati su knowledge graph e modelli linguistici per creare una memoria dinamica del cliente. All’interno vengono inseriti interviste, contenuti pubblicati in passato, performance dei post, idee strategiche e note relative alla comunicazione aziendale.
Quando il dirigente deve affrontare un nuovo argomento, il sistema recupera automaticamente riferimenti ai contenuti precedenti, individua connessioni tematiche e suggerisce la direzione narrativa più efficace. L’AI produce quindi una prima bozza che viene successivamente raffinata dall’essere umano. Secondo Johnson-Igra, il vantaggio non riguarda solo la velocità.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.




