
Meloni critica la Flotilla: “Non capisco l’utilità”. Ma tratta la liberazione
Leggi in app Meloni critica la Flotilla: “Non capisco l’utilità”. Ma tratta la liberazione dalla nostra inviata Francesca Caferri (agf) La premier insieme alla Germania ha chiesto a Israele “un gesto di buona volontà”....
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Meloni critica la Flotilla: “Non capisco l’utilità”. Ma tratta la liberazione dalla nostra inviata Francesca Caferri (agf) La premier insieme alla Germania ha chiesto a Israele “un gesto di buona volontà”. Proteste in diverse città 01 Maggio 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura TEL AVIV – Giorgia Meloni non comprende l’utilità della Flotilla , ma tratta comunque perché la crisi innescata dal fermo degli attivisti da parte di Israele si disinneschi il prima possibile.
E alla fine ottiene un compromesso: nessuna lunga navigazione verso Ashdod, il porto israeliano prescelto per lo sbarco, nessun arresto, nessuna espulsione. Piuttosto, il rilascio rapido in territorio neutro: Ierapetra, un porto turistico nella parte occidentale dell’isola greca di Creta, non troppo distante da dove le navi della Global Sumud Flotilla sono state fermate. Soluzione rapida e più indolore possibile per i governi coinvolti: quello italiano, quello tedesco (impegnato anch’esso nella mediazione) e quello israeliano.
I dettagli
E monito chiaro per gli attivisti ancora in mare: a Gaza non si arriva, inutile insistere. La soluzione Ierapetra spunta dal cilindro della diplomazia dopo una lunghissima giornata di pubbliche reprimende e private trattative in cui l’Italia – Paese a cui appartiene un nutrito gruppo di attivisti fermati – ha avuto un ruolo di primo piano. La partita è iniziata sin dalle prime ore della mattina quando, dopo aver ricevuto il briefing dell’ambasciata a Tel Aviv, Meloni ha fatto diramare un comunicato che recita che «il governo condanna il sequestro delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla avvenuto in acque internazionali al largo delle coste greche e chiede al governo d’Israele l’immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati, il pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull’incolumità fisica delle persone a bordo».
Un altro momento di tensione fra i due esecutivi dopo le parole durissime dei giorni precedenti a Pasqua, quando a far salire la tensione era stato il divieto di ingresso al Santo Sepolcro imposto al cardinale Pizzaballa. Flotilla, il video degli attivisti italiani registrato prima della partenza in caso di fermo Durante la mattinata, qui a Tel Aviv la condanna di Roma era caduta nel vuoto - almeno ufficialmente - e tutto pareva destinato a svolgersi come sei mesi fa: sbarco, arresto, espulsione. Da Adalah – il centro legale che assiste le minoranze in Israele – un team di avvocati era pronto a fornire appoggio legale ai volontari non appena fossero sbarcati ad Ashdod.
Ma dietro le quinte, complice la protesta che ora dopo ora montava in Italia, con le piazze che si riempivano e le opposizioni che chiedevano un’informativa urgente al Parlamento, Roma faceva asse con Berlino per chiedere a Israele un «gesto di buona volontà».
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





