
Né chiocce né coccodrilli:la lezione delle mamme che ci insegnano a volare
Leggi in app Né chiocce né coccodrilli:la lezione delle mamme che ci insegnano a volare di Massimo Recalcati Spesso, in psicoanalisi, è stata descritta come patologica. Invece la madre resta una figura insostituibile...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Né chiocce né coccodrilli:la lezione delle mamme che ci insegnano a volare di Massimo Recalcati Spesso, in psicoanalisi, è stata descritta come patologica. Invece la madre resta una figura insostituibile L'ascolto è riservato agli abbonati premium 10 Maggio 2026 alle 01:00 3 minuti di lettura La festa che celebra la madre sembra oggi divenuta un rituale destinato lentamente ad esaurirsi.
E sarebbe del tutto inutile richiamare nostalgicamente il passato. Dovremmo invece provare a ripensare la figura della madre, restituendo ad essa tutta la sua rilevanza.
I dettagli
La letteratura psicoanalitica ne ha per lo più fornito un ritratto patologico. Un bestiario variopinto l’ha descritta come una sciagura da evitare come la peste: la madre chioccia o coccodrillo, piovra o vampiro, è la madre che invade abusivamente la vita del figlio rifiutando la sua perdita, è, nel linguaggio freudiano ma anche junghiano, la madre divorante che anziché separarsi dal suo frutto lo assorbe in modo cannibalico.
Ma questa versione tentacolare della madre – di cui ancora oggi la clinica offre numerosi esempi – può essere solo la versione patologica del materno. Alla quale andrebbe aggiunta la figura della madre morta o fredda come rovescio di quella divorante, ovvero della madre che abbandona i propri figli facendosi assente.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





