
Napoli, concerto “Life for Gaza” interrotto a mezzanotte: spento l’impianto con artisti sul palco
Leggi in app Napoli, concerto “Life for Gaza” interrotto a mezzanotte: spento l’impianto con artisti sul palco di Gianni Valentino - Foto di Stefano Renna Scendono tra la folla a suonare, protesta dei 3500 spettatori....
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Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Leggi in app Napoli, concerto “Life for Gaza” interrotto a mezzanotte: spento l’impianto con artisti sul palco di Gianni Valentino - Foto di Stefano Renna Scendono tra la folla a suonare, protesta dei 3500 spettatori. Il direttore artistico Claudio de Magistris: “Purtroppo abbiamo sforato coi tempi e chi gestisce questo spazio ha deciso di spegnere l’impianto audio. All’evento si erano esibiti tra gli altri Elio Germano, Lino Musella, Foja 21 Giugno 2026 Aggiornato alle 16:23 2 minuti di lettura Arriva la mezzanotte e il finale di “Life for Gaza – People for Peace” a Bagnoli non è quello da tutti desiderato.
“Ci dispiace – spiega, accorato e stanco, Claudio de Magistris, coordinatore della direzione artistica dell’appuntamento – avremmo voluto salutare il pubblico nel modo in cui meritava, chiudendo il concerto con gli ospiti in attesa del loro set. Però purtroppo abbiamo sforato coi tempi e chi gestisce questo spazio ha deciso di spegnere l’impianto audio. Lunga la scaletta, alla ex Base Nato – Parco San Laise, per il quarto appuntamento di solidarietà dedicato alla Palestina.
I dettagli
Fra interventi di artisti e micro dibattiti di attivisti e comitati sul palco sono previsti 44 momenti. Succede allora che al rintocco delle 24 sale sul palco la band Bisca. Sergio Maglietta inizia a recitare alcuni versi e, mentre i musicisti al suo fianco preparano il brano da eseguire, il volume si riduce e l’impianto viene spento del tutto.
Stop agli amplificatori. Il regolamento per le attività di pubblico spettacolo T. (testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) prevede appunto che a mezzanotte la musica taccia.
E i gestori dell’area a Ovest della città così hanno ritenuto opportuno fare. Restano fuori dal concerto sia la musica rock-ska dei Bisca sia il rap de La Famiglia. Le 3500 persone presenti nell’area rumoreggiano, iniziano a protestare.
Cosa dicono gli esperti
Più che contro gli organizzatori della manifestazione per Gaza, si ribellano al regolamento: lo definiscono eccessivamente rigoroso e cieco. “In una città in cui quasi niente è legale, si diventa a un tratto talmente fiscali nei confronti di una iniziativa dal valore pacifista dedicata alla Palestina e alle vittime del genocidio di Israele”, è il coro di tanti giovani accorsi sotto palco. Sergio Maglietta raggiunge il proscenio e, rivolgendosi alle prime file, dichiara: “O mi fanno parlare o da qua dentro non ce ne andiamo”.
La folla replica con forti applausi. Qualcuno inizia il coro di “’O surdato ‘nnammurato”, altri di “Bella ciao”, proprio come se fosse cominciato un normale corteo cittadino. Maglietta imbraccia il suo sax, osserva alcuni artisti di strada suonare percussioni e fischietti, circondati dalla folla intenta a ballare.
Poi decide di scendere dal palco, scavalcare le transenne e sistemarsi tra il pubblico. Dal palcoscenico, l’attore Lino Musella e il gruppo La Famiglia riprendono la scena con i telefonici. “Vogliamo la musica”, urlano in platea.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





