
Nella società dei Vannacci
Questioni di cuore (e non solo) Leggi in app Nella società dei Vannacci Natalia Aspesi (Disegno di Mojmir Jezek) Tanta gente dall’aria perbene va a sentire il generale che vuole remigrazione e non inclusione L'ascolto è...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Questioni di cuore (e non solo) Leggi in app Nella società dei Vannacci Natalia Aspesi (Disegno di Mojmir Jezek) Tanta gente dall’aria perbene va a sentire il generale che vuole remigrazione e non inclusione L'ascolto è riservato agli abbonati premium 25 Giugno 2026 Aggiornato alle 15:59 4 minuti di lettura Gentile signora Aspesi, ci sono scene quotidiane che passano quasi inosservate, eppure raccontano molto del nostro modo di stare al mondo. Mi capita spesso, entrando in qualche esercizio commerciale della mia città, di assistere a piccoli dialoghi apparentemente normali: il titolare o il commesso che si rivolge a uomini o donne dalla pelle scura dandogli immediatamente del “tu”. Non è il “tu” in sé a colpirmi, perché nella nostra cultura può anche essere segno di cordialità.
È quel tono di automatica confidenza, quasi inconsapevole, che lascia una sensazione difficile da spiegare. Come se verso alcune persone il rispetto formale non fosse necessario, come se una distanza invisibile autorizzasse una familiarità che con altri clienti probabilmente non verrebbe usata. Sono dettagli, certo.
I dettagli
Ma spesso è proprio nei dettagli che si nasconde il modo in cui guardiamo gli altri. Le parole hanno un peso, anche quando vengono pronunciate senza cattiveria. E forse il vero problema nasce proprio lì: nell’abitudine.
Perché ci si abitua a certi atteggiamenti senza più domandarsi se dentro quella normalità si nasconda una forma sottile di superficialità o di discriminazione involontaria. Viviamo in una società che parla continuamente di integrazione, rispetto e inclusione, ma poi sono i gesti più semplici a rivelare quanto ancora facciamo fatica a considerare tutti sullo stesso piano umano e sociale. A volte basterebbe poco: fermarsi un istante e chiedersi se useremmo lo stesso tono, le stesse parole, la stessa confidenza con chiunque altro.
Francesco Vitale Mi scusi, dove è la società che parla continuamente di integrazione, rispetto e inclusione? Quella che sostiene Meloni e Salvini? O, scivolando nel ridicolo, il buon Vannacci?
Cosa dicono gli esperti
Ha visto per caso il salone pieno di gente dall’aria per bene seduta ad ascoltare rapita dal suo delirio? Lo so che l’ex generale parla di remigrazione, neanche un nero nella folla anche se noi ne avremmo tanto bisogno, ma si sa anche che Meloni, oltre al disastro dell’Albania, dopo essere stata informata ogni volta delle migliaia di morti annegati, ha sempre pensato: e quelli che “restano”, dove li metto? Lei conosce un uomo gentilissimo che si rivolge a un nero dandogli del tu come fanno i ragazzi tra di loro (e anche con i grandi).
Se lo tenga vicino, non è cosi facile. Quanti luoghi comuni nelle serie sui gay Buonasera, chissà, magari ha visto o sentito parlare della serie tv Half Man su HBO Max. Attori straordinari come Richard Gadd (il cattivo-cattivissimo) e Jamie Bell, un Billy Elliot cresciuto straordinariamente bene sul piano artistico.
Ma la storia è deprimentissima e soprattutto irritante.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





