
“Papà era Mago Zurlì e io invidio i bimbi che lo hanno amato”
Leggi in app “Papà era Mago Zurlì e io invidio i bimbi che lo hanno amato” di maurizio crosetti (fotogramma) I ricordi del figlio di Cino raccolti in un romanzo: “Era un narratore, per anni l’ho visto solo nei weekend”...
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Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Leggi in app “Papà era Mago Zurlì e io invidio i bimbi che lo hanno amato” di maurizio crosetti (fotogramma) I ricordi del figlio di Cino raccolti in un romanzo: “Era un narratore, per anni l’ho visto solo nei weekend” L'ascolto è riservato agli abbonati premium 16 Giugno 2026 alle 01:00 3 minuti di lettura Per la gioia di noi boomer, è tornato il Mago Zurlì. Si chiamava Cino Tortorella, ma solo per l’anagrafe. Per noi era il mago dello Zecchino d’Oro, calzamaglia e giubba con i lustrini (ma nella tivù in bianco e nero non si vedeva tanto).
Se n’è andato nel 2017, quasi novantenne e sempre giocoso. Adesso, suo figlio Guido lo riporta in vita con un romanzo, Artificiale (Baldini+Castoldi) in cui immagina che il padre rinasca come androide creato dall’AI: soltanto un pretesto narrativo. Quella che conta, è la magia del Mago.
I dettagli
Che tipi erano, Cino e Zurlì? «A un certo punto, papà odiò quell’altro e decise di non interpretarlo più. Io sono nato quattro anni dopo, e Zurlì non l’ho mai visto.
Invece mio fratello Davide, che è del 1961, è stato un bimbo dello Zecchino e doveva dividere il vero padre con altri milioni di bambini, perché il Mago Zurlì era proprio una star nazionale. Eppure, anche dopo essersi levato il costume, nessuno riusciva a parlare o scrivere di Cino Tortorella senza citare Zurlì: lui ci era abituato, però gli dava un po’ fastidio. Credo sia accaduta la stessa cosa a Paolo Villaggio con Fantozzi.
È anche vero che la potenza di quella maschera risveglia l’infanzia di tante persone». Come nacque il personaggio? «Da una pantomima teatrale del 1956, “Zurlì mago Lipperlì” che Umberto Eco, a quel tempo in Rai, propose di portare in televisione: così nel ’57 arrivò “Zurlì, il mago del giovedì”.
Cosa dicono gli esperti
Va detto che all’inizio lo interpretava Giancarlo Dettori, che poi scelse di dedicarsi solo il teatro. Anche mio padre era un ottimo attore teatrale, aveva debuttato giovanissimo con Strehler e mi dicono fosse uno dei migliori mimi italiani» . Però, ancora non siamo al Mago Zurlì dello Zecchino.
«Un programma che inventò papà, quando propose di allestire una specie di Festival di Sanremo per bambini. Lui sapeva parlare con loro senza bambineggiare, alla stessa altezza di sguardo. Voleva bambini veri, non caricature, e non si stancava di ripetere che in gara c’erano le canzoni e non i piccoli: i quali dovevano votare per gli altri concorrenti, pure questa una novità introdotta da Cino Tortorella» .
Nel romanzo, lei lo riporta indietro dalla morte: senza svelare niente della trama, com’è andata? «Un giorno chiesi a ChatGpt di fare la parte di mio padre, e parlarmi: naturalmente fu un disastro. Però mi dissi: e se invece l’aggeggio fosse stato bravo?
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





