
Parmitano, non vedo limiti ad altre missioni sulla Luna
Per Luca Parmitano essere il pilota della missione Artemis III non è affatto un ostacolo alla possibilità di partecipare a future missioni sul suolo lunare: è ottimista, l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europa che...
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Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Per Luca Parmitano essere il pilota della missione Artemis III non è affatto un ostacolo alla possibilità di partecipare a future missioni sul suolo lunare: è ottimista, l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europa che sarà il primo non americano ad avere il ruolo di pilota in una missione della Nasa. "Sicuramente la missione Artemis IV sarà composta solo da americani", ha detto ancora Parmitano riferendosi alla missione che porterà di nuovo astronauti sulla Luna. "Artemis è un programma guidato dalla Nasa e da un punto di vista strategico è giusto che gli astronauti di Artemis IV siano americani, ma per quanto mi riguarda - ha aggiunto riferendosi alle missioni future - non metto limiti al possibile.
Non ritengo che questa missione sia un limite al futuro per me, per l'Esa o per altri astronauti italiani", ha detto Parmitano nella conferenza stampa organizzata dell'Esa all'indomani della presentazione dell'equipaggio di Aremis III. I n questa missione, prevista nell'orbita terrestre nella seconda metà del 2027, Parmitano dovrà eseguire manovre complesse fra la navetta Orion e i veicoli destinati a posarsi sul suolo lunare costruiti dalle aziende private Blue Origin e SpaceX. Ogni tecnologia è nuova: l'ideale per un pilota collaudatore e "un sogno che si realizza".
I dettagli
Per questo, oggi AstroLuca inizia l'addestramento con "una pagina bianca tutta da scrivere". Si comincia al Johnson Space Center con il simulatore della navetta Orion: "dovremo acquisire tutte le competenze sull'astronave, in particolare per il comandante Randy Bresnik e per me come pilota. Mentre negli ultimi anni Randy ha avuto l'opportunità di partecipare allo sviluppo di Orion, per quanto mi riguarda si comincia da zero ed è quasi incredibile che, proprio come pilota, sarò responsabile dello sviluppo di molte delle procedure più complesse, ossia dell'avvicinamento, dell'aggancio e del distacco con due macchine diverse e con un'astronave che ancora non conosco".
AstroLuca è sicuro, però, che non appena entrerà nella navetta la sua formazione di pilota sperimentatore prenderà il sopravvento: "la prima cosa che farò, senza neanche pensarci, sarà una valutazione del cockpit per rendermi conto delle peculiarità positive e di quelle in negativo, e comincerò subito un adattamento, del mio corpo e dei miei occhi a quelli che sono gli schermi e i comandi". Poiché le manovre più delicate, come quelle di aggancio e distacco, non vengono fatte in automatico, ma saranno Parmitano e il comandante Bresnik a eseguirle manualmente: "è su questo che. lavoriamo nei simulatori".
Accanto agli aspetti tecnici ci sono quelli geopolitici: come era accaduto nel programma Apollo, "i motivi che spingono l'esplorazione sono sempre geopolitici", ha detto l'astronauta, e "l'Europa partecipa a questa corsa perché vogliamo essere partecipi con il nostro supporto, portando i nostri valori di collaborazione, cooperazione, di scienza per tutti".
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





