
Prezzi di Bitcoin e Petrolio in direzione opposta: quale logica dietro la convergenza?
Oggi il prezzo del petrolio è leggermente in salita, mentre quello di Bitcoin in leggera discesa. Potrebbe sembrare solo una coincidenza, ed invece c’è una logica di fondo che potrebbe aver generato questa...
Bitcoin 1 Minute
Uno sviluppo di rilievo scuote i mercati delle criptovalute. Oggi il prezzo del petrolio è leggermente in salita, mentre quello di Bitcoin in leggera discesa. Potrebbe sembrare solo una coincidenza, ed invece c’è una logica di fondo che potrebbe aver generato questa divergenza. La questione però non è banale, anche perchè non vi è correlazione inversa diretta tra questi due asset, ma solo una correlazione temporanea indiretta.
I prezzi del petrolio Il prezzo di USOIL (ovvero il petrolio americano WTI) è in risalita da giovedì scorso. Infatti dopo la discesina di inizio maggio, terminata il giorno prima sotto i 90$ al barile, giovedì ha ripreso a salire. Venerdì ha toccato un primo picco locale poco sotto i 100$, ma già ieri ne aveva toccato un secondo sopra questa soglia.
Dinamiche di mercato
Oggi ha aggiornato nuovamente il picco locale superando i 101$, ma la sua corsa potrebbe non essere terminata. Infatti stanotte dei funzionari statunitensi hanno riferito alla CNN che il presidente Trump sta seriamente valutando di riprendere le operazioni militari su larga scala contro l’Iran. Non appena si è diffusa la notizia, il prezzo del petrolio WTI che nelle ore precedenti era tornato a 98$, ha ripreso a salire.
Inoltre diverse balene oggi hanno aperto posizioni long sul prezzo del petrolio, indicando che si attendono un’ulteriore risalita. Il prezzo di Bitcoin Bitcoin invece ieri era risalito temporaneamente sopra gli 82. A dire il vero proprio a partire da venerdì aveva iniziato a risalire insieme al prezzo del petrolio, ma stanotte si è innescata la divergenza di cui sopra.
Anzi, ieri mentre il prezzo del petrolio scendeva a 98$ anche il prezzo di BTC scendeva sotto gli 81. Tuttavia appena iniziato il rimbalzo del petrolio, che è avvenuto in due momenti distinti, in prima battuta il prezzo di Bitcoin era risalito sopra gli 82. 000$, ma con la notizia riguardante l’ipotesi di Trum di riprendere le ostilità in Iran è sceso ritornando sotto gli 81.
Impatto sui mercati
000$, proprio mentre il petrolio risaliva sopra i 101$ al barile. La dinamica di fondo Dato che tale divergenza è solo temporanea, anche la dinamica di fondo che l’ha generata deve esserlo. La chiave di lettura che la spiega è il VIX, ovvero l’indice di volatilità dell’S&P500, detto anche “l’indice della paura” delle borse americane.
A partire da lunedì 4 maggio il VIX aveva iniziato una discesa che nel giro di una settimana lo aveva portato da più di 20 punti a meno di 19. Questa discesa ha favorito sia il ritorno del prezzo di Bitcoin sopra gli 80. 000$, sia il ritorno di quello del petrolio sotto i 100$.
Stanotte però quasi di colpo il VIX è balzato sopra i 21 punti, ovvero un livello che non si vedeva dal 23 aprile. Questo improvviso e significativo aumento della paura ha portato diversi speculatori a vendere Bitcoin, facendone scendere il prezzo, proprio mentre altri compravano future sul petrolio a causa del rischio di una ripresa della guerra in Iran. Il legame tra queste due dinamiche, apparentemente distinte, è proprio l’aumento del rischio di una ripresa della guerra in Iran, che da un lato ha generato un aumento della pressione di acquisto sui future sul petrolio, e dall’altro un aumento della paura che ha generato la risalita del VIX e l’aumento della pressione di vendita su Bitocin.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.




