
Salvini: 'Sono alla Biennale per porre fine alle polemiche'. Tensione al corteo pro Pal
Il vicepremier Matteo Salvini, primo esponente del governo a visitare la Biennale d'Arte di Venezia, arriva alla 61/a Esposizione nel giorno delle mobilitazioni contro Israele. La tensione sale quando circa duemila...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Il vicepremier Matteo Salvini, primo esponente del governo a visitare la Biennale d'Arte di Venezia, arriva alla 61/a Esposizione nel giorno delle mobilitazioni contro Israele. La tensione sale quando circa duemila manifestanti del corteo Pro Pal cercano di sfondare il cordone della polizia nei pressi dell'Arsenale - dove si trova il Padiglione di Tel Aviv, super blindato stamattina per l'inaugurazione su inviti - ma vengono bloccati dalle forze dell'ordine. "Picchiare i poliziotti per la causa palestinese alla Biennale di Venezia non porta a nulla" dice Salvini.
Chiusura "anti Israele" di una ventina di Padiglioni nazionali che poi, in alcuni casi, hanno riaperto. Video Venezia, tensioni al corteo contro la presenza di Israele alla Biennale Al suo arrivo ai Giardini della Biennale Salvini, che in tutti questi mesi di contestazioni si è sempre dichiarato dalla parte del presidente della Fondazione Pietrangelo Buttafuoco, dice: "Continuo a ritenere che abbia ragione. Ho grande stima di Buttafuoco" e lo dimostra anche concludendo la sua visita veneziana a Ca' Giustinian, sede della Biennale, dove afferma: "questa è una bellissima Biennale Arte, è valsa la pena fare questa visita".
I dettagli
Il vicepresidente del Consiglio invita a godersi "l'arte e gli artisti al di là delle polemiche, delle bandiere, dei boicottaggi. Sono qui per Venezia e per la Biennale e per mettere il mio mattoncino per porre fine a polemiche che non dovrebbero coinvolgere una realtà straordinaria come la Fondazione Biennale" spiega ai giornalisti. Punta il dito anche contro l'ingerenza dell'Europa nella vicenda della Biennale per l'apertura del Padiglione russo della discordia, finito al centro di tante proteste.
È come dire 'non fai quello che ti dico' allora 'ti tolgo i soldi', come i bambini che perdono sul campo di pallone e vanno via col pallone. Possiamo fare a meno - dice - dei loro 2 milioni di euro". Il segretario della Lega non entra nel merito del forfait del ministro Alessandro Giuli all'inaugurazione della Biennale, che domani sarà una semplice apertura al pubblico senza la cerimonia di consegna dei Leoni d'oro e d'argento dopo le dimissioni della Giuria internazionale e la nascita dei nuovi premi ai visitatori che saranno assegnati solo il 22 novembre, a chiusura dell'evento: "Sono qua per gli artisti.
Il mio commento sugli assenti era sui cosiddetti artisti che boicottano altri artisti, non sui colleghi ministri, ognuno fa quello che ritiene" dice ai cronisti. "Io rispetto la sensibilità degli altri, mi aspetto che gli altri rispettino la mia. Più che mandare ispezioni, verificare se è stata rispettata la legge, che è stata rispettata e basta".
Nel suo giro di oltre un'ora fra i Padiglioni Nazionali visita quelli di Venezia, Stati Uniti, Cina, Israele e quello Italia all'Arsenale. Si ferma a lungo in quello russo, che chiuderà domani, accolto dalla commissaria Anastasia Karneeva.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





