
Scandali, faide e veleni. La girandola di dimissioni nel ministero del caos
Leggi in app Scandali, faide e veleni. La girandola di dimissioni nel ministero del caos di Francesco Bei Quattro anni vissuti pericolosamente tra l’addio di Sgarbi e il forfait di Sangiuliano, la Biennale “russa” e il...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Scandali, faide e veleni. La girandola di dimissioni nel ministero del caos di Francesco Bei Quattro anni vissuti pericolosamente tra l’addio di Sgarbi e il forfait di Sangiuliano, la Biennale “russa” e il caso Venezi L'ascolto è riservato agli abbonati premium 11 Maggio 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura Atena, dea delle arti e della cultura, è un tipino che ama punire crudelmente i superbi. Chiedere alla bella Aracne, che osò sfidarla nella tessitura, trasformata in un ragno, anzi in «mezza ragna» (Purgatorio, canto XII).
Davvero imperdonabile per Alessandro Giuli aver dimenticato, proprio lui che bordeggia il paganesimo, tra culti solari e flauti di Pan, la terribile sorte cui va incontro chi pecca di hybris. Ora il ministero appare nel caos, decapitato dei suoi dirigenti (detto per inciso, anche un’altra sfidante di Atena, la bella Medusa, finì senza testa), degli stessi collaboratori del ministro, in una furia vindice che non risparmia più niente e nessuno. Viene quasi da pensare che la maledizione di Atena non sia scagliata ad personam, ma colpisca “ad aedificium” chiunque varchi la soglia del Collegio Romano, il grandioso palazzo-scuola dei gesuiti sognato da Ignazio di Loyola.
I dettagli
Perché, a guardar bene e senza per forza cadere nella superstizione, i casi stanno diventando un po’ troppi per non pensare a un accanimento. E va bene Vittorio Sgarbi, pizzicato dall’Antitrust per il conflitto di interessi tra le sue attività di conferenziere e il lavoro da sottosegretario: dimissioni a febbraio di due anni fa. E va bene Gennaro Sangiuliano, con tutto il coté di Boccia, il taglio in testa, le promesse di ingaggio non mantenute, la finta gravidanza, le chiavi d’oro di Pompei che non si sono più ritrovate, l’intervista in diretta al Tg1, le lacrime, l’audio della moglie e le dimissioni (sempre nell’infausto 2024).
Ma è con l’arrivo di Giuli al Collegio Romano che il lento tango delle dimissioni diventa una milonga, anzi un can-can da Folies Bergère. Terremoto alla Cultura. Giuli silura mezzo staff.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





