
Shock per la strage di bambini, 'sepolti mentre erano a una festa'
"I corpi che stiamo recuperando sono di bambini...bambini che partecipavano ad una festa", quando il mondo gli è letteralmente crollato addosso. E' la testimonianza straziante di un giovane volontario venezuelano,...
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Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. "I corpi che stiamo recuperando sono di bambini... bambini che partecipavano ad una festa", quando il mondo gli è letteralmente crollato addosso. E' la testimonianza straziante di un giovane volontario venezuelano, Maikel La Rosa, uno dei tanti ragazzi che in assenza di aiuti organizzati, di squadre di soccorso professionali, stanno dando una mano, lavorando da due giorni e da due notti, incessantemente, sulle macerie di La Guaira, per cercare di trovare ancora persone in vita.
In queste ore sulla rete tantissimi i casi di famiglie distrutte, padri che piangono le mogli, bimbi che hanno perso i genitori, anziani in cerca di notizie dei parenti. E i soccorritori che cercano con affanno di fare il possibile. Ma stavolta questa operazione ha messo a dura prova la capacità di sopportazione di Maikel.
I dettagli
Malgrado nelle ultime ore abbia visto molti morti e feriti stavolta, di fronte a questo ennesimo orrore, è crollato. La sua testimonianza è diventata virale sui social. Racconta stravolto, in lacrime, la macabra scoperta.
"Sto male solo al pensiero: stiamo lavorando qui da ore. E i corpi che stiamo tirando fuori abbiamo scoperto che sono tutti di una festa per bambini. Mi fa così male e ho voglia di piangere, davvero.
Non potete immaginare. Era una festa per bambini quando l'edificio è crollato. È il momento più difficile della mia vita", ammette con la voce rotta dall'emozione, con la maglietta ancora piena di calcinacci, una maschera da sub sulla fronte, un paio di guanti da palestra.
Cosa dicono gli esperti
Tutti strumenti di fortuna per proteggere gli occhi e le mani quando si infila negli anfratti tra i palazzi crollati, mettendo spesso a rischio la sua vita, anche per il pericolo sempre presente di nuove scosse e nuovi smottamenti. Lui comunque va avanti. Il tempo corre in fretta e vuole fare tutto il possibile.
Ma le immagini dei bambini sepolti lo tormentano: "Era l'edificio più grande che è caduto in questa zona - racconta ancora - è una sensazione tremenda. So che devo essere forte, ma uno queste cose non se le immagina nemmeno. Questa storia mi sta provocando moltissimo dolore".
"C'era una festa di bambini quando è crollato il palazzo", ha ripetuto incredulo per l'ennesima volta, mettendosi le mani agli occhi, in lacrime, disperato.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





