
“Vi racconto mio figlio Andrea Pellegrino: la prima racchetta a 4 anni e il sogno di sfidare Sinner”
Leggi in app “Vi racconto mio figlio Andrea Pellegrino: la prima racchetta a 4 anni e il sogno di sfidare Sinner” di Enzo Tamborra L’eroe a sorpresa del Foro Italico è nato in una famiglia di Bisceglie, è stato il padre...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app “Vi racconto mio figlio Andrea Pellegrino: la prima racchetta a 4 anni e il sogno di sfidare Sinner” di Enzo Tamborra L’eroe a sorpresa del Foro Italico è nato in una famiglia di Bisceglie, è stato il padre Mimmo a portarlo sul campo da tennis e ora si gode questa partita storica a Roma contro il numero uno al mondo 12 Maggio 2026 alle 07:00 2 minuti di lettura L’eroe a sorpresa del Foro Italico è nato in una famiglia di Bisceglie dove lo sport è vita. La prima volta la racchetta in mano ad Andrea Pellegrino non gliel’ha messa in mano un maestro qualunque, ma il padre Mimmo, che ha insegnato tennis a tanti ragazzi dello Sporting Club. «Andrea ha conosciuto questo sport all’età di quattro anni: ci ha presto saputo fare, ma era molto bravo anche a giocare al calcio.
Alla fine è prevalso l’amore per la racchetta ed ora si gode questo straordinario momento», le parole di papà Pellegrino, subito dopo la seconda impresa consecutiva del figlio, che ha sconfitto uno dopo l’altro giocatori di prima fascia come il francese Arthur Fils e lo statunitense Francis Tiafoe. E che oggi (intorno alle ore 15) negli ottavi di finale degli Internazionali d’Italia se la vedrà con il numero uno del tennis mondiale, Jannik Sinner. Non le sembra un sogno?
I dettagli
«E’ una bellissima avventura, ma non una sorpresa, perché io sapevo che mio figlio avesse un braccio da primi cento del mondo. Contro Tiafoe è stato bravissimo, perché è una partita che ha vinto due volte, dopo essere stato rimontato sul 4 a 0 del primo set e non avere sfruttato alcuni set point, ha portato a casa il primo parziale. Ma qui a Roma la migliore prestazione è stata quella nell’ultimo turno delle qualificazioni con lo spagnolo Landaluce, che non a caso, una volta ripescato, ha raggiunto gli ottavi di finale».
«Sarà un onore, ma non sarà la prima volta che giocheranno insieme: Andrea perse con Jannik la finale di un Futures nel 2021 a Pula. Ma tante altre volte si sono allenati insieme, anche perché quando Sinner era giovanissimo giocava nello stesso circuito di tornei frequentati da mio figlio». Ma come si spiega che Andrea sia esploso a 29 anni?
«Le potenzialità le ha sempre avute, ma proprio per questo ha avvertito troppo il peso delle responsabilità. Di solito quando qualcuno ti dice che con i tuoi mezzi potresti fare molto di più, tu ne trai spunto per essere all’altezza delle aspettative. Nel caso di Andrea, per un fatto caratteriale, questo gli ha creato persino problemi».
Cosa dicono gli esperti
Come mai proprio adesso sembra essere alleggerito dalla pressione? «Io credo che gli abbia fatto molto bene venirsi ad allenare in Puglia, con la Salento Tennis Center del maestro Trono. L’aria di casa gli fa bene, perché lui è sempre stato un ragazzo tranquillo.
E quando può viene da noi, dove ama riposarsi sul divano». Sul piano tecnico, al Foro Italico, ha esibito un grande dritto. «E’ il colpo che gli dà maggiori soddisfazioni, ma da bambino il suo punto di forza era un rovescio naturale molto bello».
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





