
Adam Driver e James Gray a Cannes: “Nell’America di Trump tutto è denaro”
Leggi in app Adam Driver e James Gray a Cannes: “Nell’America di Trump tutto è denaro” dalla nostra inviata Chiara Ugolini () Il regista americano porta in concorso “Paper tiger” storia di due fratelli che nella...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Adam Driver e James Gray a Cannes: “Nell’America di Trump tutto è denaro” dalla nostra inviata Chiara Ugolini () Il regista americano porta in concorso “Paper tiger” storia di due fratelli che nella Brooklyn degli anni Ottanta vorrebbero mettersi in società ma finiscono nel mirino della mafia russa. Nel cast anche Scarlett Johansson e Miles Teller 17 Maggio 2026 Aggiornato alle 17:41 3 minuti di lettura CANNES – Con Paper tiger – in concorso – James Gray torna all’ambientazione di Little Odessa e I padroni della notte. Siamo di nuovo nella New York periferica della sua adolescenza, a metà degli anni Ottanta, con due fratelli interpretati da Adam Driver e Miles Teller che vorrebbero fare un po’ di soldi ma finiscono nel mirino di un boss della mafia russa.
Per attivare l'iscrizione alla newsletter The dreamers, dedicata al cinema e alle serie tv, clicca qui Le tigri di carta sono i mafiosi russi che hanno rimpiazzato Cosa nostra a New York e ora gestiscono il sistema di smaltimento dei rifiuti nel canale e i lavori nella zona portuale. Quando due fratelli, un ex poliziotto (Driver) e un ingegnere (Teller), tentano di realizzare il proprio sogno americano finiscono per pestargli i piedi. “Faccio film che penso siano importanti per me quindi inevitabilmente personali – ha detto incontrando la stampa il regista, americano di origine ucraina cresciuto nel Queens – probabilmente faccio sempre lo stesso film che per me è qualcosa di molto positivo.
I dettagli
Più che maturare invecchio. Non credo ai generi cinematografici, racconto il mondo in cui sono cresciuto. Il mio cinema non è quello di Coppola o Scorsese, è un dramma familiare perché è quello che ho vissuto io, direttamente o indirettamente.
A parte la fantascienza (Ad astra, 2019 ndr) non penso di fare un cinema di genere, voglio solo raccontare come sono cresciuto a New York”. Il regista (al centro) con Miles Teller e Adam Driver () Perché quel decennio è così centrale nella filmografia del regista? “Nel 1984 sono stato in Unione Sovietica, ricordo che nulla funzionava, tutto era un casino, ma ricordo anche che dopo l’incidente di Chernobyl quando Gorbacëv fu promotore della Glasnost, la Cina si è aperta al mercato libero, si è sciolta l’Unione Sovietica e il contrappasso è stato disastroso.
Non amo di sicuro le dittature autoritarie, ma il mercato è diventato l’unica cosa che conta, le prove sono lì fuori. Se parli ai ragazzi di oggi pensano che tutto ciò che conta è fare un sacco di soldi e non certo essere una buona persona, il modello è Trump convinto che tutto è transazionale. Gli anni Ottanta sono stati il momento in cui il mercato è diventato Dio.
Per questo mi interessa tanto”. () “New York è tecnicamente il ponte culturale tra gli Usa e l’Europa – dice James Gray – il 40% degli immigrati in America sono passati da Ellis Island, in tutto il paese ci sono discendenti che sono passati da lì nei 23 anni che è stato aperto.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





