
Addio a Carlo Ginzburg, il successo nel mondo in nome della microstoria
È morto Carlo Ginzburg, saggista italiano di fama internazionale per i suoi studi unici ed indagini nelle pieghe e nella metodologia della storia da cui sono nati capolavori assoluti come Il formaggio e i vermi, appena...
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Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. È morto Carlo Ginzburg, saggista italiano di fama internazionale per i suoi studi unici ed indagini nelle pieghe e nella metodologia della storia da cui sono nati capolavori assoluti come Il formaggio e i vermi, appena ripubblicato da Adelphi che sta riportando in libreria la sua opera e I benandanti, con cui aveva esordito nel 1966. Figlio dell'intellettuale antifascista Leone Ginzburg e di una delle più importanti scrittrici del Novecento italiano, Natalia Levi in Ginzburg, figure di primo piano nel mondo intellettuale ed editoriale della penisola. Dai genitori senza dubbio Carlo Ginzburg aveva ereditato la passione per le battaglie civili sostenute fino all'ultimo giorno, per l'antifascismo e la condanna dell'antisemitismo o delle fake news a partire proprio da quelle della storia.
"Il negazionismo è un atteggiamento ignobile, e quello riferito alla Shoah, appoggiato anche da intellettuali, è una vergogna diffusa: non c'è dubbio che contro questo bisogna battersi, così come contro ogni tipo di fake news", aveva detto in occasione dell'assegnazione del Premio Hemingway 2023. Nato a Torino il 15 aprile del 1939, aveva studiato all'Università di Pisa e alla Scuola Normale, che oggi lo definisce ''uno dei suoi figli e dei suoi maestri più grandi'', poi al Warburg Institute di Londra. Ha insegnato in alcune delle più prestigiose università del mondo: Bologna, Harvard, Yale, Università della California a Los Angeles, Princeton.
I dettagli
Poi tornò alla Normale di Pisa come docente di Storia delle culture europee. È considerato uno dei maestri della microstoria, corrente storiografica nata in Italia negli anni Settanta che ricostruisce la storia attraverso vicende di persone comuni per una rilettura del metodo stesso di approfondire il passato, lontano dalla visione dei vincitori, immersi in quella dei protagonisti della vita quotidiana ma anche sospesi tra verità e menzogna, nel solco della diceria, leggenda, tradizioni popolari. "Con Carlo Ginzburg scompare una delle figure di prima grandezza nel panorama intellettuale, civile e morale italiano.
I suoi studi storici e etno-antropologici, penso soprattutto alla sua inarrivabile "Storia notturna", sono stati e resteranno un punto di riferimento imprescindibile per generazioni di studiosi e appassionati. Ai suoi congiunti e ai suoi amici rivolgo il mio sentito cordoglio", lo ricorda il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Gli studi di Ginzburg sono legati alla cultura popolare, alla stregoneria, alle eresie, alle credenze religiose dell'età moderna.
A metà degli anni Sessanta i suoi studi sui processi dell'Inquisizione lo portarono a ricostruire la vicenda dei 'benandanti', i propiziatori di un culto della fertilità nel Friuli tra la fine del Cinquecento e la metà del Seicento. Ricerche sulla stregoneria e sui culti agrari tra Cinquecento e Seicento" nel 1966 fu la sua prima pubblicazione. Tra le altre opere, "Il formaggio e i vermi.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





