
Brasile all’ultimo respiro, 2-1 al Giappone: ci pensa Martinelli al 95’
Leggi in app Brasile all’ultimo respiro, 2-1 al Giappone: ci pensa Martinelli al 95’ dal nostro inviato Emanuele Gamba La rete della vittoria di Martinelli () Ancelotti va sotto nel primo tempo (segna Sano), poi nella...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Brasile all’ultimo respiro, 2-1 al Giappone: ci pensa Martinelli al 95’ dal nostro inviato Emanuele Gamba La rete della vittoria di Martinelli () Ancelotti va sotto nel primo tempo (segna Sano), poi nella ripresa aggiiusta la Seleçao e arriva il pari di Casemiro prima del guizzo in extremis dell’attaccante di origine italiana 29 Giugno 2026 alle 22:21 2 minuti di lettura Houston – Houstonazo non avrebbe suonato bene, sarà per quello che i brasiliani, che vivono con la musica nell’anima, si sono ostinatamente sottratti alla gogna infernale di un’altra umiliazione epocale, perché non era mai successo che la Seleção venisse eliminata con ancora sedici squadre in corsa. Infine non è successo nemmeno nello stadio con l’aria condizionata e il bollente Texas attorno: il Brasile ha piegato il Giappone cinque minuti oltre il novantesimo dopo la lunga paura di non saperlo nemmeno stropicciare. Poi ha cucinato una miscela di idee, sentimenti, orgoglio e fantasia che l’ha tirata fuori da una possibile storica umiliazione.
Brasile di fede, magia e passione. Ma niente Jogo bonito Il Brasile è stato brasiliano nella fede nella magia, che di sicuro l’ha aiutato. Nella passione, anche.
I dettagli
L’allegria, la sua naturale allegria, non ha invece mai saputo cosa fosse, qui non c’è traccia di jogo bonito, ma alla fine la vittoria è venuta sulle tracce della tecnica pura ed è in quel momento - assist visionario di Bruno Guimarães, pennellata raffinata di Martinelli nell’angolino, palo-gol - che il Brasile si è riconciliato con sé stesso, buttandosi nelle braccia del non molto talento che ha portato qui con sé. Ma le premesse della rimonta erano state di altra natura, ancelottiane se vogliamo: i verde-oro si sono sbarazzati del pensiero malsano di essere sbaragliati dal Giappone, che avevano dolorosamente maturato per tutta la seconda parte del primo tempo vedendo i nipponici pressare come ossessi e ripartire come felini, aggrappandosi a qualche lampo di classe di Vinicius, al fervore dell’insistenza e soprattutto all’orgoglio. Le intuizioni di Ancelotti Alla base di tutto ci sono però, come sempre, il calcio e le capacità di chi lo conosce: se il pareggio l’ha segnato Casemiro di testa (cross dell’avanzante Gabriel), è perché dopo l’intervallo Ancelotti gli ha detto di andarsi a mettersi là a fare il centravanti di stazza, figura che il Brasile non ha e che i piccoletti del Giappone (soltanto Suzuki ha giganteggiato sulle palle alte) avrebbero patito: tac.
D’altronde Casemiro a centrocampo era stato (è) una sciagura, la scena di lui che arranca dietro Sano, partito da metà campo (su passaggio sbagliato di Danilo) e arrivato fino all’area per il tiro dello 0-1, è impietosa (Sano, per inciso, due anni fa si è fatto quindici giorni di galera per stupro, poi ha chiesto scusa ed è uscito). Finalmente Endrick È questa la materia prima che Carletto ha e con cui cerca di arrangiarsi.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





