
Cannes vuole brillare anche con poche star. Si punta sulla Storia
Leggi in app Cannes vuole brillare anche con poche star. Si punta sulla Storia dalla nostra inviata Arianna Finos (agf) Tanti i titoli che affrontano il passato nella rassegna che si apre oggi. Nessun film italiano in...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Cannes vuole brillare anche con poche star. Si punta sulla Storia dalla nostra inviata Arianna Finos (agf) Tanti i titoli che affrontano il passato nella rassegna che si apre oggi. Nessun film italiano in concorso ma ci saranno Dario Argento, Monica Bellucci e Isabella Ferrari 12 Maggio 2026 alle 05:00 2 minuti di lettura CANNES – L’energia in bianco e nero di Thelma e Louise, immagine simbolo dell’edizione 79, esplode nella gigantografia sul Palais di Cannes.
«Per questa scelta ci hanno accusato di “feminist” washing, di strumentalizzazione femminista», sorride amaro il delegato generale Thierry Frémaux. La rassegna stasera si apre in un clima strano, sospeso tra il peso della Storia — protagonista di tanti film — e l’incertezza del presente. Meno Hollywood del solito, nessun film italiano nelle sezioni principali, molte questioni scivolose sul tappeto, tra politica, intelligenza artificiale e ruolo del cinema in un mondo attraversato da guerre e crisi economiche.
I dettagli
Il festival vuole essere spazio internazionale, culturale e simbolico in cui il cinema prova a raccontarsi. Uno spazio in cui non entra l’Italia, in nessuna delle sezioni. «Tra un’opera di una cinematografia nuova e una consolidata scelgo la prima», dice Frémaux, che aggiunge: «Quest’anno l’Italia non sarà neanche ai Mondiali di calcio, abbiamo aggiunto al danno la beffa, sono due volte desolato».
Assicura: «Amiamo sempre il cinema italiano, festeggiamo gli otto David a Le città di pianura di Francesco Sossai, passato da qui lo scorso anno, ne aspettiamo il prossimo film». Gli è dispiaciuto che La grazia di Sorrentino non fosse «pronto in tempo per Cannes, andando a Venezia». Ma il nostra paese attraversa la Croisette in forme laterali: Monica Bellucci, Dario e Asia Argento, Franco Nero, Isabella Ferrari, Margherita Spampinato, Laura Samani, presenti tra restauri, giurie, eventi collaterali.
Sul fronte culturale e politico, Frémaux ricorda che Cannes nacque nel 1939 come alternativa alla Mostra di Venezia «nelle mani dei fascisti», e che nel dopoguerra il festival si ricostruì nel segno della Resistenza e del dialogo internazionale. «La politica è sullo schermo» dice spiegando che giurati e organizzatori «non devono imporre le proprie opinioni ma lasciare spazio ai cineasti». Definisce le nuove regole degli Oscar contro l’IA «ovvie», e Apocalypse Now come «l’ultimo film biologico: anche nei film d’autore, ora ci sono effetti digitali ovunque».
Cosa dicono gli esperti
In tutto questo c’è un «alto rischio di menzogne. Un giorno qualcuno potrebbe credere davvero che Tom Cruise e Brad Pitt si siano picchiati su un tetto». Ricorda i fasti degli ultimi anni, Mission Impossible e Indiana Jones, Scorsese e Coppola.
Ma ammette che le major hanno strategie più frammentate dopo pandemia, scioperi e boom delle piattaforme. Per il grande pubblico resta la festa di Fast & Furious «fenomeno della cultura contemporanea» che torna dopo 25 anni.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





